Perchè la “Bozza Fitto” non è accettabile

Come noto i problemi irrisolti che affliggono la nostra categoria sono numerosi e aperti da troppo tempo e sono stati evidenziati nel documento unitario presentato dalle associazioni di categoria al Ministro Fitto.

L’imbarazzante immobilismo che da anni ha caratterizzato l’azione dei Governi, combinato con l’arcaica legislazione di settore e con la presenza delle diverse agenzie pubbliche che a vario titolo intervengo sul demanio e sulle concessioni, stanno penalizzando un settore economico che invece ha saputo cogliere con successo la domanda di innovazione e qualificazione dei servizi proveniente dai consumatori.
Il risultato è paradossale: il rischio molto concreto di mettere in crisi migliaia di aziende impedendo loro di proseguire e sviluppare le proprie attività e creando serie difficoltà ad effettuare investimenti ed interventi di sviluppo, per mancanza di una prospettiva minimamente credibile, elemento indispensabile per qualunque azione imprenditoriale.

E’ assolutamente urgente uscire da questa situazione per dar modo alle nostre imprese di ricominciare a sperare, ad investire, ad operare con la necessaria tranquillità.

Basandosi su queste semplici considerazioni esprimiamo in linea di principio una positiva valutazione della bozza di intesa fra Stato e Regioni, proposta dal Ministro Fitto nell’incontro del 22 Dicembre scorso.
Non si tratta evidentemente della soluzione di tutti i nostri problemi, tantomeno dell’accoglimento di tutte le nostre proposte, ma pur sempre di un primo passo che se attuato in tempi rapidi, e con alcuni opportuni correttivi, consentirebbe di sbloccare almeno su un fronte questa incredibile situazione.
Si tratta di un primo passo, chiaramente non sufficiente e da solo non risolutivo; per questo, prima di dare il nostro assenso a quella bozza di intesa chiediamo ed abbiamo necessità di avere un’affidabile assicurazione che venga tracciata la strada e definiti i tempi certi anche per l’approvazione da parte del Governo degli altri punti proposti nel documento unitario sottoscritto dalle Rappresentanze di Categoria.

Lo snodo istituzionale aperto dall’introduzione del Federalismo, per affrontare e risolvere i nostri problemi richiede la presenza di Stato, Regioni ed autonomie locali.
In questo quadro chiediamo che, insieme all’intesa proposta dal Ministro Fitto, con la quale si sblocca la questione dell’infrazione comunitaria – elemento di prioritaria importanza rispetto ad ogni altro – e si definiscono le linee per le leggi regionali che dovranno normare il rilascio delle future concessioni demaniali, venga approvato e sottoscritto un altro documento, nel quale siano indicati gli interlocutori, le modalità ed i tempi per approvare le soluzioni proposte nel documento unitario già presentato al Governo.
Questa ci pare una condizione ragionevole e concreta, quindi irrinunciabile, per condividere la bozza d’intesa.

La nostra associazione crede nel confronto, serio, argomentato, anche duro se necessario.
Non condividiamo le posizioni populistiche, molto spesso strumentali ed avventate idonee soltanto ad alzare grandi polveroni, ma incapaci di portare un contributo concreto alla soluzione dei nostri gravi problemi.
Non crediamo ad interventi miracolistici di chicchessia, né intendiamo soggiacere alle promesse ed alle lusinghe di esponenti politici, abilissimi a promettere mari e monti nelle loro campagne elettorali permanenti ed altrettanto abili a svicolare un secondo dopo il momento del voto.
Ci sta invece molto a cuore l’unità della categoria, che riteniamo essere l’unico strumento di cui disponiamo per affrontare seriamente e risolvere con successo i nostri problemi.
Per quanto ci riguarda faremo tutto il possibile per portare chiarezza nell’informazione e continuare ad assicurare condivisione delle scelte, sia all’interno del gruppo dirigente che con la base associativa.

La nostra organizzazione intende riaffermare con forza il metodo democratico come l’unico in grado di aiutarci davvero a risolvere i nostri problemi e su questa linea continueremo a lavorare con l’obbiettivo principale di ottenere risultati concreti, e non sterile consenso.

Ci attendono ancora momenti difficili, ma riteniamo di poterli affrontare in modo costruttivo con il contributo di tutto il gruppo dirigente, dell’intera base associativa e ricercando sempre il confronto e la collaborazione con le altre organizzazioni della nostra categoria.

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