ORDINANZA BALNEARE REGIONE EMILIA ROMAGNA 2010

REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Atti amministrativi
GIUNTA REGIONALE
DETERMINAZIONE n° 1804 del 24/02/2010
Proposta: DPG/2010/1849 del 16/02/2010
Struttura proponente:
Oggetto: ADOZIONE ORDINANZA BALNEARE 2010 PER DISCIPLINARE L’ESERCIZIO
DELLE ATTIVITÀ BALNEARI E L’USO DEL DEMANIO MARITTIMO E DELLE
ZONE DI MARE TERRITORIALE DEI COMUNI DI GORO, CODIGORO,
COMACCHIO, RAVENNA, CERVIA, CESENATICO, GATTEO, SAVIGNANO SUL
RUBICONE, SAN MAURO PASCOLI, BELLARIA-IGEA MARINA, RIMINI,
RICCIONE, MISANO ADRIATICO E CATTOLICA
Autorità emanante:
Firmatario:
Luogo di adozione: BOLOGNA data: 24/02/2010
IL RESPONSABILE – SERVIZIO TURISMO E QUALITA’ AREE TURISTICHE
PAOLA CASTELLINI in qualità di Responsabile di servizio
SERVIZIO TURISMO E QUALITA’ AREE TURISTICHE
DIREZIONE GENERALE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, COMMERCIO, TURISMO
Atto del Dirigente a firma
unica:
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SERVIZIO TURISMO E QUALITA’ AREE TURISTICHE
IL RESPONSABILE
Visti:
– la Legge regionale 31 maggio 2002, n. 9 recante
“Disciplina delle funzioni amministrative in materia di
demanio marittimo e di zone del mare territoriale” e
successive modifiche;
– la Delibera del Consiglio regionale n. 468 del 6 marzo
2003 recante “Direttive per l’esercizio delle funzioni
amministrative in materia di demanio marittimo e di zone
del mare territoriale ai sensi dell’art. 2 comma 2 della
L.R. 9/02”;
Dato atto che il paragrafo 3.1.1 del Capo III delle
sopracitate Direttive prevede che entro il 31 marzo di ogni
anno la Regione adotti apposito provvedimento – Ordinanza
Balneare – per la disciplina dell’uso del litorale marittimo
ricompreso nel territorio dei Comuni di Goro, Codigoro,
Comacchio, Ravenna, Cervia, Cesenatico, Gatteo, Savignano sul
Rubicone, San Mauro Pascoli, Bellaria-Igea Marina, Rimini,
Riccione, Misano Adriatico e Cattolica;
Richiamati:
– il Codice della Navigazione ed il relativo Regolamento di
Esecuzione;
– la Legge 4 dicembre 1993, n. 494 recante “Conversione in
legge, con modificazioni, del Decreto Legge 5 ottobre 1993
n. 400” e successive modificazioni;
– la Legge 5 febbraio 1992, n. 104 relativa all’assistenza,
all’integrazione ed ai diritti delle persone disabili e
successive modifiche;
– la Legge 24 novembre 1981, n. 689 e il Decreto Legislativo
30 dicembre 1999, n. 507 recante “Depenalizzazione dei
reati minori e riforma del sistema sanzionatorio ai sensi
dell’art. 1 della Legge 25 giugno 1999, n. 205”;
1 .
Testo dell’atto
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– la Legge 8 luglio 2003, n. 172 e succ. mod. recante
“Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica
da diporto e del turismo nautico”.
– Il D.M. 15.07.2003, n. 388 con particolare riferimento
agli allegati 1 e 2 inerenti il contenuto delle cassette
di pronto soccorso;
Ritenuto di dover disciplinare l’esercizio delle
attività balneari e l’uso del demanio marittimo e di zone di
mare territoriale per la stagione 2009;
Sentite le Amministrazioni comunali e provinciali
interessate, i competenti Uffici periferici del Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti, le Associazioni di
categoria, i Sindacati maggiormente rappresentativi ed il
Parco del Delta del Po;
Viste altresì le proprie deliberazioni esecutive nei modi
di legge:
– n. 1057 del 24 luglio 2006, avente ad oggetto “Prima fase
di riordino delle strutture organizzative della Giunta
regionale. Indirizzi in merito alle modalità di
integrazione interdirezionale e di gestione delle funzioni
trasversali”;
– n. 1173 del 27 luglio 2009 “Approvazione degli atti di
conferimento degli incarichi di livello dirigenziale
(decorrenza 1.8.2009);
– n. 1663 del 27 novembre 2006 “Modifiche all’assetto delle
Direzioni Generali della Giunta e del Gabinetto del
Presidente”;
– n. 2416 del 29 dicembre 2008 e s.m.“Indirizzi in ordine
alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture
e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. adempimenti
conseguenti alla delibera 999/2008. adeguamento e
aggiornamento della delibera 450/2007 e s. m. .”
Vista la L.r. 26 novembre 2001 n. 43 “Testo unico
in materia di organizzazione e dei rapporti di lavoro nella
regione Emilia Romagna”;
Preso atto del parere allegato;
D E T E R M I N A
2 .
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di approvare l’Allegato A recante: “Ordinanza Balneare n.
1/2010” e l’allegato B inerente il contenuto delle cassette
di pronto soccorso conforme alle normative vigenti in
premessa citate, entrambi quali parti integranti della
presente determinazione.
Dott.ssa Paola Castellini
3 .
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ASSESSORATO TURISMO. COMMERCIO
DIREZIONE GENERALE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO
SERVIZIO TURISMO E QUALITA’ AREE TURISTICHE
ORDINANZA BALNEARE N. 1/2010
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO TURISMO E QUALITA’ AREE TURISTICHE
RITENUTO necessario disciplinare l’esercizio delle attività balneari e l’uso del demanio
marittimo e delle zone di mare territoriale nell’ambito del litorale marittimo
comprendente il territorio costiero dei Comuni di Goro, Codigoro,
Comacchio, Ravenna, Cervia, Cesenatico, Gatteo, Savignano sul
Rubicone, San Mauro Pascoli, Bellaria-Igea Marina, Rimini, Riccione,
Misano Adriatico, Cattolica;
VISTA la Legge 4 dicembre 1993, n. 494 “Conversione in legge, con
modificazioni, del Decreto Legge 5 ottobre 1993 n. 400” e successive
modifiche;
VISTA la Legge regionale 31 maggio 2002, n. 9 recante “Disciplina dell’esercizio
delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone del
mare territoriale” e successive modifiche;
VISTA la Delibera del Consiglio Regionale n. 468 del 6 marzo 2003 recante
“Direttive per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio
marittimo e di zone del mare territoriale ai sensi dell’art. 2 comma 2 della
L.R. 9/02” ed in particolare il paragrafo 3.1.1;
VISTA l’Ordinanza Regionale n° 2/2004 approvata con la Determina Dirigenziale
n° 6148 del 7/5/2004 recante definizioni in merito alle variazioni al
contenuto della concessione demaniale marittima che necessitano di
autorizzazione, nulla osta o semplice comunicazione nonché regime e
disciplina delle Aree Polifunzionali
VISTA la Legge 5 febbraio 1992, n. 104 relativa all’assistenza, all’integrazione ed
ai diritti delle persone disabili e successive modifiche;
VISTO il Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171 inerente Codice della nautica
da diporto;
VISTO il Decreto Legislativo 3 Aprile 2006 ,n. 152 relativo alle Norme in materia
ambientale
1
Allegato parte integrante – 1
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VISTO il Decreto ministeriale 29 Luglio 2008, n. 146 Regolamento di attuazione
dell’articolo 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il
codice della nautica da diporto.
VISTI la Legge 24 novembre 1981, n. 689 e il Decreto Legislativo 30 dicembre
1999 n. 507 recante “Depenalizzazione dei reati minori e riforma del
sistema sanzionatorio ai sensi dell’art. 1 della Legge 25 giugno 1999, n.
2005”;
VISTA la Legge 8 luglio 2003, n. 172 e successive modificazioni recante
“Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da diporto e del
turismo nautico”;
VISTI gli articoli 28, 30, 68, 81, 1161, 1164 e 1174 del Codice della Navigazione
e gli articoli 27, 28, 59 e 524 del relativo Regolamento di Esecuzione nella
vigente formulazione anche sotto gli aspetti sanzionatori;
SENTITI le Amministrazioni comunali e provinciali interessate, i competenti Uffici
periferici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le Associazioni di
categoria, i Sindacati maggiormente rappresentativi e il Parco del Delta del
Po;
DATO ATTOche, per quanto non espressamente previsto dal presente provvedimento,
restano salve le disposizioni delle normative in materia
O R D I N A
ART. 1 DISPOSIZIONI GENERALI
1. La stagione balneare è compresa tra il 03 Aprile e l’ 10 Ottobre 2010 . Le eventuali
ulteriori aperture degli stabilimenti, previste in periodi antecedenti o successivi a
quelli indicati nella presente ordinanza, possono essere formalmente riconosciute,
con ordinanze integrative del Comune competente, solo per l’elio terapia , attività
sportive , culturali, ludiche, di intrattenimento e per tutto quanto attiene le rispettive
licenze commerciali nel rispetto di quanto indicato al successivo punto 4).
2. Non è comunque possibile iniziare l’attività balneare successivamente all’ultimo fine
settimana (sabato e domenica) di maggio e terminarla prima del secondo fine
settimana (sabato e domenica) di settembre, salvo eventuale modifica di tale
periodo in relazione alle condizioni climatiche.
3. All’interno del periodo di cui al precedente punto 2 devono funzionare, presso le
strutture balneari e gli impianti, i servizi di salvataggio secondo le modalità indicate
all’art. 5, lett. C) della presente Ordinanza recante “Disciplina particolare dei servizi
di salvamento”.
4. I Comuni devono provvedere , dandone comunicazione al Servizio Turismo e
Qualità Aree Turistiche della Regione ad individuare le aree libere, nelle quali
assicurare, direttamente o partecipando ai piani collettivi, il servizio di salvamento. Il
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servizio di salvamento dovrà comunque essere svolto con le dotazioni ed in
conformità a quanto previsto dall’art. 5, lett. C) della presente Ordinanza, la
descrizione delle dotazioni previste e il rimando all’attuazione integrale del citato
punto dell’ordinanza dovrà essere riportato in tutti i piani di salvamento (singoli e
collettivi) approvati dall’ufficio del Comune competente. Nelle aree libere nelle quali
non viene garantito il servizio di salvamento, i Comuni devono predisporre adeguata
segnaletica da posizionare in luoghi ben visibili e redatta anche in lingua inglese,
francese e tedesca, con la seguente dicitura: “ATTENZIONE – BALNEAZIONE NON
SICURA PER MANCANZA DI SERVIZIO DI SALVATAGGIO”.
5. Eventuali divieti di accesso in spiaggia durante le ore notturne sono disciplinati da
apposita Ordinanza emanata dai Comuni, previa consultazione delle Associazioni
regionali di categoria appartenenti alle Organizzazioni sindacali più rappresentative
nel settore turistico dei concessionari demaniali marittimi e dei lavoratori. Sono
esclusi dal divieto le strutture adibite alle attività di cui al successivo punto 6).
6. I Comuni, nel rispetto della presente ordinanza, possono determinare, con apposita
Ordinanza integrativa, le modalità ed i termini di apertura delle attività economiche
localizzate sulle aree demaniali, copia di dette ordinanze, saranno da trasmettere,
per conoscenza, al Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche della Regione
all’Autorità marittima competente per territorio e agli altri Organi di Polizia.
ART. 2 ZONE DI MARE RISERVATE ALLA BALNEAZIONE
1. Fatti salvi i divieti di cui al successivo art. 3, è riservata alla balneazione la zona di
mare antistante la costa compresa tra la foce del Po di Goro e il Comune di
Cattolica, per una profondità di 300 metri dalla battigia; E’ facoltà dei Comuni
richiedere per documentati casi di particolare gravità deroga ai limiti di balneazione
sopra riportati al Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche della Regione .
a) I limiti sopra indicati devono essere segnalati a cura dei concessionari frontisti
mediante una linea di gavitelli di colore rosso/arancione o bianco, disposti
parallelamente alla linea di costa, saldamente ancorati al fondo e posti a distanza
non superiore a metri 100 uno dall’altro. I titolari di stabilimenti balneari o i
Responsabili del salvamento dovranno rilasciare agli uffici Comunali e/o alla
Regione, entro l’avvio dell’attività balneare di cui al comma 2 dell’art. 1, apposita
dichiarazione in merito all’avvenuta attuazione: del presente punto; delle
dotazioni/servizi indicati nel successivo Art. 5 lettera C).; In Caso di perdita o
distacco di uno o più gavitelli, il concessionario frontista deve provvedere alla
sostituzione entro il termine di 24 ore
b) Analogo obbligo è posto a carico dei Comuni rivieraschi per gli specchi acquei
antistanti le spiagge libere. Qualora le suddette Amministrazioni non provvedano
in tal senso, devono apporre sulle spiagge adeguata segnaletica, posizionata in
maniera ben visibile, e redatta anche in lingua inglese, francese e tedesca, con
la seguente dicitura: “ATTENZIONE – LIMITE ACQUE INTERDETTE ALLA
NAVIGAZIONE NON SEGNALATO”.
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c) Nei Comuni di Comacchio e Ravenna in presenza di fasce di ampia dimensione
del litorale destinato alla libera fruizione ,proseguendo la sperimentazione già
adottata per il 2009, è consentito l’allestimento di postazioni di salvataggio con
l’utilizzo di moto d’acqua anche nell’area riservata alla balneazione, proposto e
gestito esclusivamente nell’ambito di un progetto facente parte del servizio
collettivo di salvamento proposto da associazioni riconosciute, consorzi,
cooperative e società, con le necessarie autorizzazioni dei Comuni in quanto
preposti all’approvazione del Piano di Salvamento, sentite le Autorità marittime
territorialmente competenti; le richieste dovranno prevedere tutte le specifiche di
carattere tecnico necessarie ad un corretto e sicuro svolgimento dell’attività di
supporto. Tali moto d’acqua potranno essere condotte esclusivamente da
personale appositamente specializzato, in possesso del brevetto professionale di
bagnino di salvataggio, del brevetto professionale di conduttore di moto d’acqua
finalizzato al salvamento, rilasciato della Società Nazionale di Salvamento o dalla
Federazione Italiana Nuoto -Sezione Salvamento, nonché della Patente Nautica.
Le moto d’acqua adibite al suddetto servizio utilizzeranno dei corridoi
d’atterraggio appositamente previsti da posizionare nelle zone antistanti le
torrette del salvataggio collettivo e di loro esclusivo utilizzo, e dentro il quale
verrà vietata la balneazione; sono fatti salvi comunque i criteri generali di cui
all’art. 5 lett. C) ;
d) Nelle zone litoranee ove il fondale nel tratto di 50 metri dalla battigia presenti
pericoli per buche, dislivelli improvvisi legati ad eccezionali eventi meteorologici,
ostacoli sommersi ecc. gli stessi dovranno essere segnalati a cura e spese dei
concessionari degli stabilimenti balneari frontisti a mezzo di cartelli bifacciali
infissi sul fondo marino. Tali cartelli devono avere forma triangolare delle stesse
dimensioni e caratteristiche di quelli stradali indicanti pericolo generico, con
sottostante cartello rettangolare riportante le seguenti diciture: “ACQUE ALTE”,
“OSTACOLO SUL FONDO” ovvero “PERICOLI GENERICI”, con relativa
traduzione in lingua inglese, francese e tedesca. Qualora risulti difficoltosa
l’infissione sul fondo marino dei cartelli in parola, questi dovranno essere infissi
sulla battigia sulla perpendicolare del pericolo da segnalare con l’indicazione
della distanza del medesimo dalla riva.
e) Analogo obbligo è posto a carico dei Comuni rivieraschi per gli specchi acquei
antistanti le aree libere individuate a norma dell’art. 1, punto 4.
2. Nella zona di cui al punto 1 del presente articolo, preso atto di quanto disposto dalle
Ordinanze emanate dall’Autorità marittima competente per territorio, è VIETATO:
a) L’attraversamento a motore e/o a vela se non all’interno degli appositi corridoi di
atterraggio allo scopo autorizzati dagli uffici dei Comuni competenti per territorio
con le modalità di cui al successivo art.8) punto 1.
E’ inoltre vietato l’atterraggio con le tavole da surf nei tratti di arenile in
concessione per strutture balneari. Qualora appositamente autorizzati, i
concessionari devono provvedere a separare tali aree da quelle destinate ai
bagnanti. Sulle spiagge libere l’atterraggio è consentito avendo cura di non
arrecare danno o molestia ai bagnanti.
b) L’ormeggio permanente di qualsiasi imbarcazione o natante, salvi i casi
regolarmente autorizzati dal Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche della
Regione a seguito di istanza motivata di deroga avanzata dal Comune
territorialmente competente. L’ormeggio temporaneo di unità da diporto
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all’interno dell’area riservata alla balneazione, anche se in adiacenza ai corridoi
di atterraggio, è limitato, per esigenze di salvaguardia della balneazione , alle
sole unità da diporto dotate di remi, di piccola stazza e comunque di lunghezza
f.t. non superiore a 6 metri. Durante l’ingresso/uscita e la sosta nella predetta
zona tali unità devono mantenere sollevato l’apparato propulsivo.
3. Nella zona di cui al punto 1 del presente articolo è consentito il transito a remi o a
moto lento, con velocità massima di 3 nodi, nonché la sosta temporanea delle
imbarcazioni che effettuano i prelievi ai sensi del DPR 470/82 dalle ore 9.00 alle ore
15.00 con esclusione dei giorni festivi e prefestivi.
Tale attività dovrà svolgersi avendo cura di non arrecare danno o disturbo ai
bagnanti.
Gli Enti preposti dovranno presentare domanda di autorizzazione al Comune
competente per territorio.
4. Resta salvo quanto disposto dalle ordinanze dall’Autorità marittima territorialmente
competente in ordine ai limiti di navigazione rispetto alla costa, così come previsto
dall’art. 8 della L. 172/2003.
5. Nella zona di cui al punto 1 del presente articolo è consentito il transito a remi dei
mezzi preposti al servizio di salvamento.
ART. 3 ZONE DI MARE IN CUI E’ VIETATA LA BALNEAZIONE
1. La balneazione è VIETATA:
a) Nei porti;
b) Nel raggio di metri 150 dai moli dell’imboccatura dei porti regionali;
c) All’interno dei corridoi di atterraggio delle unità da diporto – traffico,
opportunamente segnalati;
d) Entro metri 100 dalle scogliere in costruzione o in corso di sistemazione;
e) Entro 50 metri dalle tubazioni e dalle condotte di prelievo/scarico di acqua di
mare opportunamente segnalate da appositi cartelli posizionati a cura del
concessionario delle condotte, nonché dalle foci di corpi idrici superficiali;
f) Nelle zone permanentemente o temporaneamente interdette con apposita
Ordinanza delle Autorità comunali, opportunamente segnalate da appositi
cartelli, redatti anche nella lingua inglese, francese e tedesca, posizionati a cura
dei Comuni stessi, anche sulla scorta delle deliberazioni delle Amministrazioni
provinciali interessate.
2. E’ inoltre permanentemente interdetta la sosta e/o il transito sulle scogliere
frangiflutti od opere similari poste a difesa della costa, ad esclusione delle opere
appositamente attrezzate sulle quali sia autorizzato il transito dalle Amministrazioni
comunali.
ART. 4 PRESCRIZIONI SULL’USO DELLE SPIAGGE
1. Sulle spiagge dei Comuni rivieraschi di cui alla presente Ordinanza E’ VIETATO:
a) Lasciare in sosta natanti qualora ciò comporti intralcio al sicuro svolgimento
dell’attività balneare, ad eccezione di quelli destinati al noleggio/locazione ovvero
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quelli destinati alle operazioni di assistenza e salvataggio.
b) Lasciare sulle spiagge libere, oltre il tramonto del sole, ombrelloni, sedie, sdraio,
tende o altre attrezzature comunque denominate.
c) Occupare con ombrelloni, sedie, sdraio e/o altre attrezzature mobili di qualsiasi
tipologia la fascia di spiaggia (battigia), ampia non meno di metri 5, destinata
esclusivamente al libero transito con divieto di permanenza, ad eccezione dei
mezzi di soccorso e dei natanti di cui alla successiva lett. d).
Le distanze di cui sopra sono riferite al livello medio del mare e non alla linea di
bassa marea. I Comuni possono definire con apposita Ordinanza, previa
consultazione delle Associazioni regionali di categoria appartenenti alle
Organizzazioni sindacali più rappresentative nel settore turistico dei
concessionari demaniali marittimi e dei lavoratori, distanze superiori in relazione
alla tipologia della spiaggia ovvero distanze inferiori, fino al limite minimo di metri
3, in casi eccezionali di dimostrata impossibilità di garantire la distanza minima di
metri 5.
d) Indipendentemente dall’ampiezza della fascia di battigia riservata al libero
transito delle persone e dei mezzi di soccorso, nelle zone ove è autorizzata la
locazione di natanti deve essere comunque garantito sia l’accesso al mare,
organizzando a tal fine il rimessaggio dei natanti autorizzati, che uno spazio
sufficiente all’esercizio della suddetta attività.
e) La fascia di spiaggia non in concessione antistante gli stabilimenti e tutti i
passaggi che adducono al mare sono riservati unicamente al transito. In detta
fascia è inoltre vietata qualsiasi attività commerciale, ad eccezione della
locazione di imbarcazioni e natanti ed il loro rimessaggio, nonché del commercio
ambulante debitamente autorizzato. Esclusivamente per i concessionari per
l’attività di locazione di imbarcazioni e natanti, i Comuni, con apposita Ordinanza
e previa consultazione delle Associazioni regionali di categoria appartenenti alle
Organizzazioni sindacali più rappresentative nel settore turistico dei
concessionari demaniali marittimi e dei lavoratori, possono consentire la
sostituzione degli ombrelloni con gazebo aperti, uno per ogni punto di noleggio,
stabilendone le dimensioni che non potranno comunque essere superiori a mq
10, fatte salve le strutture già autorizzate.
In ipotesi di condizioni meteo-marine avverse o per particolari esigenze di ordine
pubblico, i piccoli natanti, ove possibile e previo diretti accordi con i concessionari
retrostanti in merito al posizionamento dei natanti stessi, potranno essere
temporaneamente rimessati sugli arenili in concessione.
Per una migliore identificazione delle zone di spiaggia in concessione è fatto
obbligo ai concessionari di delimitare il fronte a mare del proprio stabilimento
balneare.
f) Campeggiare.
g) Transitare o sostare con qualsiasi tipo di veicolo, ad eccezione dei mezzi
destinati al servizio di polizia, al soccorso e pulizia delle spiagge.
ESCLUSIVAMENTE PER QUANTO ATTIENE I MEZZI PER LA PULIZIA DELLE
SPIAGGE NEL PERIODO DI CUI ALL’ART. 5 LETT. C) PUNTO 1 IL TRANSITO
E/O LA SOSTA E’ CONSENTITO FINO ALLE ORE 08,00 ;
h) Effettuare lavori nel periodo compreso tra l’ultimo fine settimana (sabato e
domenica) di maggio e il secondo fine settimana (sabato e domenica) di
settembre, salvo gli interventi che si rendano necessari per il ripristino del
corretto funzionamento degli impianti e delle strutture danneggiati a seguito di
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eventi eccezionali e/o non prevedibili.
i) Praticare, sia sugli arenili che negli specchi acquei immediatamente adiacenti,
qualsiasi gioco (pallone, tennis da spiaggia, pallavolo, bocce, basket, giochi
gonfiabili ecc.) se può derivarne danno o molestia alle persone, turbativa della
quiete pubblica, nonché nocumento all’igiene dei luoghi. I suddetti giochi sono
consentiti nelle zone retrostanti le cabine o nelle zone all’uopo attrezzate o a ciò
destinate dai singoli concessionari anche quali aree polifunzionali di cui alla
Ordinanza Regionale n° 2/2004 e sui quali grava comunque l’obbligo di adottare
ogni cautela ed accorgimento, compreso l’eventuale utilizzo di reti leggere di
protezione orizzontali e/o verticali con l’obbligo di non ostruire l’accesso al mare
e di rimozione a fine stagione balneare, per prevenire ogni danno a terzi, oltre a
stipulare apposita polizza assicurativa
j) Condurre o far permanere qualsiasi tipo di animale, anche se munito di
museruola e guinzaglio, ivi compresi quelli utilizzati dai fotografi o dai cineoperatori.
Sono esclusi dal divieto i cani di salvataggio al guinzaglio impegnati
per il servizio di salvamento ed i cani guida per i non vedenti.
I concessionari hanno tuttavia facoltà, nell’ambito del proprio impianto e previa
autorizzazione del Comune competente per territorio e delle autorità competenti
sotto il profilo igienico-sanitario, di individuare aree debitamente attrezzate,
delimitate e riservate, per l’accoglienza di animali domestici, salvaguardando
comunque l’incolumità e la tranquillità dell’utenza balneare, mantenendo una
distanza minima di 10 metri dalle concessioni confinanti quando presenti.
Nei casi di limitata larghezza o limitata profondità dell’area in concessione tale
per cui non possono essere rispettati i sopra citati limiti i Comuni potranno inviare
il parere favorevole e contestualmente richiedere deroga al Servizio Turismo e
Qualità Aree Turistiche della Regione:
– per concessione confinante con spiaggia libera senza limiti di distanza da detto
confine con l’area libera
– per concessioni che posizionano le aree ognuno a confine con l’altro senza
limiti di distanza da detto confine ;
– con dichiarazione di assenso del confinante fino ad un massimo di 3 metri;
– senza l’assenso del confinante fino ad un massimo di 4 metri con divieto di
accesso agli animali nella fila di ombrelloni confinanti con l’altra concessione;
tale divieto vale anche per il confinante oltre che per il richiedente;
La limitata larghezza e/o profondità è da intendersi riferita allo stato di fatto
dell’area concessionata ad ombreggio rapportata ai criteri delle distanze tra gli
ombrelloni di cui al successivo art. 5.
I Comuni trasmettono copia dell’autorizzazione completa della documentazione
tecnica che individui l’area stessa al Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche
della Regione.
I Comuni, nelle zone di spiaggia libera, possono individuare, con apposita
Ordinanza e previa comunicazione al Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche
della Regione completa di elaborati grafici identificanti l’area interessata, le aree
ove è consentito l’accesso con animali, che devono essere appositamente
segnalate ed attrezzate con l’indicazione contestuale dell’orario di utilizzo e delle
relative prescrizioni d’uso.
Le aree, sia libere che in concessione, destinate a tali scopi devono essere
dotate di accesso indipendente. E’ consentito l’utilizzo dell’accesso di stabilimenti
balneari contigui qualora sia stato acquisito formale assenso dei concessionari.
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k) Tenere il volume degli apparecchi di diffusione sonora oltre il limite di cui ai Piani
Comunali di Classificazione ex L.r. 15/01 e successive modifiche ovvero, in
mancanza, oltre i limiti consentiti dalle leggi vigenti in materia, nonché farne uso
tra le ore 13.00 e le ore 16.00.
l) Montare strutture gonfiabili e/o altre attrezzature e/o attrazioni di altezza
superiore a metri 4 durante la stagione balneare. E’ fatta salva la facoltà delle
Amministrazioni comunali di autorizzare variazioni in aumento in relazione a
particolari eventi o manifestazioni.
Qualora le strutture gonfiabili e/o altre attrezzature e/o attrazioni siano
ricomprese nell’elenco delle attività spettacolari, dei trattenimenti e delle
attrazioni dello spettacolo viaggiante di cui all’art. 4 della L. 337/68, il relativo
utilizzo è disciplinato dalla normativa vigente in materia.
m) Gettare a mare o lasciare nelle cabine o sugli arenili rifiuti di qualsiasi genere.
n) Accendere fuochi o falò, salvo in occasione di particolari manifestazioni previa
autorizzazione in deroga alla presente Ordinanza rilasciata dal Servizio Turismo
e Qualità Aree Turistiche della Regione dietro motivata istanza del Comune
competente per territorio da inviare almeno 15 giorni prima dell’evento.
o) Introdurre od usare sostanze infiammabili e/o bombole GPL. E’ consentito l’uso
di bombole di gas per uso personale e/o per l’esercizio di attività di
somministrazione appositamente autorizzate purché conformi a quanto previsto
dalla normativa UNI 7173/1999.
p) Sorvolare le spiagge e gli specchi acquei limitrofi con qualsiasi tipo di velivolo, ad
eccezione dei mezzi di soccorso e di Polizia, a quota inferiore a 300 metri.
q) Effettuare la pubblicità mediante la distribuzione e il lancio, anche a mezzo di
aerei, di materiale pubblicitario, se non espressamente autorizzati.
r) Effettuare pubblicità, anche sul mare a qualsiasi distanza dalla battigia, mediante
l’impiego di megafoni, di altoparlanti e di ogni altro mezzo di propaganda
acustica salvo le seguenti eccezioni:
r)1. Sulle spiagge dotate di impianto fisso, autorizzato per la diffusione sonora,
nei periodi previsti dalla licenza di concessione e comunque entro i limiti di
orario definiti dalle singole Amministrazioni comunali.
I concessionari di impianti di diffusione sonora fissi devono procedere, prima
dell’inizio di ogni trasmissione ed ogni qual volta richiesto dalla Regione,
dall’Autorità marittima territorialmente competente o dal Comune, alla
diffusione gratuita di comunicati di pubblica utilità.
r)2. Su tutte le spiagge i titolari di imbarcazioni adibite al trasporto passeggeri
possono trasmettere da bordo annunci anche registrati. L’annuncio, da
diffondere a volume moderato per non arrecare disturbo alla quiete pubblica,
deve essere regolamentato secondo i limiti e con le modalità stabilite dalle
singole Amministrazioni comunali. Oggetto della pubblicità deve essere
soltanto la gita in mare.
2. Attività sugli arenili.
a) Nelle aree demaniali libere, è possibile svolgere manifestazioni di breve durata
(giochi, manifestazioni sportive o ricreative, spettacoli, ecc.), di durata inferiore o
pari a 30 giorni, previa autorizzazione del Comune competente per territorio, da
richiedersi a detto ente almeno 15 giorni prima dell’evento. Le manifestazioni che
si svolgono in aree demaniali libere, di durata superiore ai 30 giorni sono oggetto
di concessione stagionale della Regione, le relative richieste, complete degli
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elaborati grafici, devono pervenire al Servizio Turismo e Qualità Turistiche
almeno 15 giorni prima dell’evento.
b) Nelle aree demaniali in concessione, è possibile svolgere manifestazioni di breve
durata (giochi, manifestazioni sportive o ricreative, spettacoli, ecc.), che
comportino l’installazione di strutture o impianti, previa autorizzazione comunale,
da richiedersi almeno 15 giorni prima dell’evento.
c) Nelle aree demaniali in concessione, è possibile svolgere manifestazioni di breve
durata (giochi, manifestazioni sportive o ricreative, spettacoli, ecc.), destinate ai
clienti dello stabilimento e che non comportino l’installazione di strutture e
impianti, previa comunicazione al Comune competente per territorio delle date,
degli orari e della natura della manifestazione, nel rispetto di quanto previsto
dall’art. 5 lett. A), punto 7 della presente Ordinanza.
ART. 5 DISCIPLINA DELLE AREE IN CONCESSIONE PER STRUTTURE O
STABILIMENTI BALNEARI
Agli effetti della presente Ordinanza:
a) Nella dizione “stabilimento balneare” o “struttura balneare” si intendono ricomprese
tutte le aree e le attrezzature con finalità turistico-ricreative insistenti sull’arenile;
b) Nella dizione “concessionario” si intendono ricompresi tutti coloro i quali abbiano la
responsabilità dell’organizzazione e/o della gestione delle attività di cui alla
precedente lettera a).
A) DISCIPLINA GENERALE DEGLI ARENILI
1. Gli stabilimenti balneari sono aperti al pubblico, per la balneazione, almeno dalle ore
9.30 alle ore 18.30.
2. I concessionari e/o titolari di stabilimenti balneari, contestualmente all’apertura al
pubblico e fermo restando quanto previsto dal punto 2 dell’articolo 1, devono:
a) Attivare un efficiente servizio di soccorso e salvataggio nel rispetto delle
prescrizioni di cui alla lettera C) del presente articolo. Ove non risulti assicurato il
servizio sopra indicato, si procederà ,previo provvedimento amministrativo del
Comune competente, alla sospensione d’autorità dell’attività dello stabilimento
balneare fino all’accertamento del ripristino del servizio di soccorso e
salvataggio.
b) ESPORRE IN LUOGHI BEN VISIBILI AGLI UTENTI, copia della presente
Ordinanza Regionale, delle ordinanze emanate dalla competenti Capitanerie di
Porto nonché copia delle Ordinanze comunali emanate ad integrazione della
stessa, i prezzi dei servizi comunicati al Comune in conformità alle disposizioni
vigenti, nonché la tabella riportante il significato delle bandiere di segnalazione.
c) Ottenere la licenza di esercizio e l’autorizzazione sanitaria da parte delle
competenti Autorità.
d) Esibire a richiesta delle Autorità marittime e Organi di Polizia copia della licenza
demaniale.
3. Il concessionario deve curare la perfetta manutenzione delle aree in concessione
fino al battente del mare e nello specchio acqueo immediatamente prospiciente la
battigia, salvo nei casi derivanti da eccezionali eventi meteorologici.
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4. Analogamente i Comuni devono provvedere, nelle aree di spiaggia libera, alla pulizia
degli arenili, come previsto dall’art. 3 comma 3 lett. b) della L.R. 9/02.
5. Il numero di ombrelloni da installare a qualsiasi titolo sull’arenile deve essere tale da
non intralciare la circolazione dei bagnanti nel rispetto del successivo punto 6). In
particolare devono essere rispettate le seguenti distanze minime calcolate tra i
paletti dell’ombrellone ovvero di altri sistemi di ombreggio: metri 2,5 tra le file e metri
2 tra ombrelloni sulla stessa fila.
I Comuni possono definire con apposita Ordinanza, in metri lineari, in relazione a
particolari esigenze e previa consultazione delle Associazioni regionali di categoria
appartenenti alle Organizzazioni sindacali più rappresentative nel settore turistico
dei concessionari demaniali marittimi e dei lavoratori, distanze superiori a quelle
sopraindicate, che dovranno comunque essere uniformi per tutto il territorio
comunale ovvero per località.
6. Le zone concesse, ad eccezione delle aree concesse per finalità di rimessaggio
natanti, non possono essere recintate ne può essere ostacolato l’accesso al mare
con alcun metodo di ostruzione; deve essere garantito il pubblico transito per
raggiungere la battigia.
a) I concessionari degli stabilimenti balneari, dove esiste un unico accesso
all’arenile per più stabilimenti, devono provvedere, ognuno per la propria zona
ed a proprie cure e spese, all’installazione di pedane di raccordo al proprio
stabilimento balneare. Tutti gli stabilimenti devono essere dotati di pedane e di
accessi idonei al transito di persone disabili.
b) Fermo restando l’obbligo di garantire l’accesso al mare da parte delle persone
disabili con la predisposizione di idonei percorsi perpendicolari alla battigia e
sino in prossimità di essa, i concessionari potranno altresì predisporre, al fine di
consentire la loro mobilità all’interno delle aree in concessione, altri percorsi e
piazzole per disabili da posizionare sulla spiaggia, anche se non risultano
riportati sul titolo concessorio. Allo stesso fine, detti percorsi potranno anche
congiungere aree limitrofe in concessione previa semplice comunicazione al
Comune competente per territorio e tali percorsi dovranno comunque essere
rimossi al termine della stagione balneare. Tali percorsi devono avere continuità
per garantire l’accessibilità a tutti al Pubblico demanio marittimo ai sensi delle
norme vigenti ; l’eventuale interruzione o rimozione è perseguibile ai sensi
dell’Art. 1164 del C.N.
Per le spiagge libere tale incombenza è a carico delle Amministrazioni comunali.
7. Oltre l’orario di apertura di cui al punto 1 del presente articolo, l’accesso e l’utilizzo
delle strutture balneari può avvenire solo dietro espresso consenso del
concessionario e comunque entro l’orario massimo e con le modalità stabilite dalle
Amministrazioni Comunali territorialmente competenti e/o dell’Autorità marittima
territorialmente competente e/o dall’Autorità di Pubblica Sicurezza. Di tali
disposizioni dovrà essere data comunicazione al Servizio Turismo e Qualità Aree
Turistiche della Regione e all’Autorità marittima territorialmente competente .
8. la locazione di natanti quali mosconi a remi, pedalò, canoe, motor surf, bumpers,
surf bike, free time e similari è vietata quanto per condizioni meteomarine avverse
non possa avvenire in condizioni di sicurezza, divieto segnalato a cura del locatore
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con l’innalzamento di due bandiere rosse; la locazione ed il noleggio è consentita
sino all’innalzamento a cura del locatore di una manica a vento di colore blu per
attività idrosciatoria, scooter acquatici, barche a vela, catamarani, wind surf,
motoscafi, gommoni, scuole di vela, di surf e di surf da onda.
B) DISCIPLINA PARTICOLARE PER GLI STABILIMENTI BALNEAR I
1. Presso ogni stabilimento o struttura balneare dovrà essere disponibile:
a) Un’idonea imbarcazione di emergenza armata, in conformità a quanto previsto
dalla lettera B) punto 7 del presente articolo, e pronta per l’uso riportante la
scritta “EMERGENZA”, in aggiunta a quella di salvamento, (laddove
intervengano accordi tra più concessionari aventi zone a mare di limitata
ampiezza, tale imbarcazione può essere posizionata ogni 50 metri), ovvero, in
alternativa, una idonea imbarcazione a motore a servizio degli stabilimenti
aderenti al “Piano collettivo di salvataggio” di cui alla successiva lett. C);
b) Almeno un estintore da 5 kg nonché, quando previste dalla vigente normativa,
ulteriori postazioni antincendio;
c) Ove possibile, un apposito locale dovrà essere destinato a pronto soccorso;
d) Presso ogni concessionario deve essere custodita la cassetta del pronto
soccorso o il pacchetto di medicazione contenenti la dotazione minima indicata
rispettivamente negli allegati 1 e 2 al D.M. 15.07.2003, n. 388.
2. I servizi igienici devono essere collegati alla rete fognaria comunale ovvero essere
dotati di un sistema di smaltimento riconosciuto idoneo dalla competente Autorità
sanitaria.
3. E’ vietato l’uso di sapone e shampoo, qualora siano utilizzate docce non dotate di
idoneo sistema di scarico.
4. I servizi igienici per disabili devono essere dotati di apposita segnaletica riportante il
previsto simbolo internazionale, ben visibile al fine di consentire la loro immediata
identificazione.
5. I concessionari devono garantire l’accesso gratuito ai servizi igienici a tutti gli utenti
della spiaggia, anche se non clienti dello stabilimento o dell’esercizio.
6. E’ vietata l’occupazione delle cabine per il pernottamento e per altre attività che non
siano attinenti alla balneazione, con l’esclusione di eventuali locali di servizio. I
concessionari sono tenuti a controllare le installazioni, prima della chiusura serale
dello stabilimento balneare, per accertare l’assenza di persone nelle cabine.
7. Dovrà essere riportato sul tetto dello stabilimento o delle cabine il relativo numero,
allo scopo di facilitare gli interventi di soccorso mediante eliambulanza.
8. Tutte le bevande, non consumate nei bar e ristoranti siti sulla spiaggia, devono
essere vendute in confezioni di plastica o alluminio.
9. I concessionari e gli operatori della spiaggia in genere hanno l’obbligo di segnalare
tempestivamente all’Autorità Marittima competente e/o alle Forze di polizia gli
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incidenti verificatisi sul demanio marittimo e negli specchi acquei antistanti.
C) DISCIPLINA PARTICOLARE DEI SERVIZI DI SALVAMENTO
1. E’ obbligo dei titolari di concessione di aree del demanio marittimo per l’esercizio
dell’attività di stabilimento balneare, ovvero dei Comuni per quanto riguarda le aree
libere individuate a norma dell’art. 1 punto 4, istituire un proprio servizio di
assistenza alla balneazione nel periodo compreso tra l’ultimo fine settimana (sabato
e domenica) di maggio e il secondo fine settimana (sabato e domenica) di
settembre.
2. I responsabili dei servizi di salvamento hanno l’obbligo di segnalare al Servizio
Turismo e Qualità Aree Turistiche della Regione, all’Autorità marittima
territorialmente competente ed al Comune competente per territorio gli interventi di
soccorso e/o salvamento effettuati.
3. I titolari degli stabilimenti balneari possono assicurare il servizio anche in forma
collettiva, mediante l’elaborazione di un piano organico che preveda un adeguato
numero di postazioni di salvataggio in punti determinati della costa, nonché la
presenza di una imbarcazione di emergenza presso ogni stabilimento ovvero, in
alternativa, la disponibilità di una idonea unità a motore per il pronto intervento a
servizio degli stabilimenti balneari.
Le postazioni di salvataggio non dovranno essere posizionate ad una distanza
maggiore di 150 metri lineari tra loro . E’ ammessa in caso di comprovata necessità,
una tolleranza del 10%.
Per i Comuni di Ravenna e Comacchio , in considerazione della particolare
configurazione di alcuni tratti del litorale che ricadono sul territorio comunale
competente, nell’ambito del procedimento per l’approvazione dei Piani di
salvamento , è possibile richiedere al Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche
della Regione specifiche e motivate deroghe a tale limite, nella misura massima
complessiva di 200 metri con una tolleranza massima del 10%.
Per i Comuni di Ravenna e Comacchio nell’ambito del procedimento per
l’approvazione dei Piani di salvamento è possibile chiedere, per ambiti territoriali
limitati e per periodi limitati, specifiche deroghe al Servizio Turismo e Qualità Aree
Turistiche della Regione.
I titolari di stabilimenti balneari che non aderiscono a tale servizio collettivo devono
comunque disporre di un proprio servizio di assistenza e salvataggio individuale che
sarà da attivare nel rispetto dell’Art. 5 Lettera A) punto 2 nonché Lettera B del
medesimo articolo e la cui prevista attivazione sarà da comunicare al Comune
competente prima dell’avvio del periodo indicato nell’Art. 1 punto 2 della presente
ordinanza.
Il piano collettivo di salvataggio deve indicare il soggetto responsabile
dell’organizzazione del servizio che dovrà assicurare la costante reperibilità.
Al responsabile dell’organizzazione compete il compito di indicare lo stato di
pericolosità della balneazione per zone o gruppi di zone o per singoli stabilimenti o
gruppi di essi.
4. Ciascuna postazione di salvataggio deve essere indicata da apposito pennone,
posto tra la prima fila di ombrelloni e la battigia, sulla quale dovrà essere issata:
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BANDIERA BIANCA – indicante la regolare attivazione della postazione;
BANDIERA ROSSA – indicante balneazione pericolosa per cattivo tempo o per
assenza del servizio di salvataggio;
BANDIERA GIALLA – indicante obbligo di chiusura degli ombrelloni in presenza di
raffiche di vento.
Tale obbligo non sussiste nel caso in cui gli ombrelloni siano dotati di dispositivi di
ancoraggio che ne impediscono lo sfilamento.
I Comuni possono utilizzare bandiere di tipo diverso, quale ulteriore e più dettagliata
forma di segnalazione, che dovranno essere definite con apposita Ordinanza
sindacale.
Le bandiere devono essere issate sul pennone a cura dell’assistente bagnanti
allorché è ordinato dal responsabile dell’organizzazione del servizio ovvero su
ordine del concessionario dello stabilimento balneare, qualora quest’ultimo non
abbia aderito ad un piano di salvataggio collettivo, ovvero su ordine dell’ Ufficio
marittimo territorialmente competente.
Su ciascun pennone, come pure in ogni stabilimento balneare, deve essere affisso
un idoneo cartello indicante in italiano, inglese, francese e tedesco il significato delle
bandiere.
5. Il corridoio di arenile fronte mare antistante le postazioni di salvataggio deve essere
lasciato obbligatoriamente libero da ogni impedimento all’accesso al mare.
6. Ad ogni postazione di salvataggio deve essere preposto un assistente bagnanti
munito di idoneo brevetto rilasciato dalla Società Nazionale di Salvamento o dalla
Federazione Italiana Nuoto (Sezione Salvamento).
L’assistente bagnanti indossa l’apposita tenuta obbligatoriamente di colore rosso o
rosso e giallo indicante la qualifica e deve stazionare nella postazione di salvataggio
durante l’orario di apertura degli stabilimenti pronto ad entrare in acqua con il
battello di salvataggio. Deve prendere il mare con il battello di salvataggio ogni volta
che le condizioni meteomarine e l’affluenza dei bagnanti lo rendano opportuno ,
solo in tale caso , e previo utilizzo di idoneo pantaloncino/ slip identificativo recante
la scritta SALVATAGGIO, il marinaio di salvataggio è esentato dall’utilizzo della
maglietta.
In nessun caso l’assistente bagnanti può essere distolto dal servizio per essere
adibito ad altre mansioni incluso il salvamento per le piscine regolarmente
posizionate all’interno delle aree concessionate che dovranno usufruire di
un’assistente bagnanti appositamente dedicato nel rispetto delle disposizioni
vigenti.
Eventuali modalità di interruzione o di parziale disattivazione del servizio di
salvataggio sono stabilite con apposita Ordinanza comunale, previa consultazione
delle Associazioni regionali di categoria appartenenti alle Organizzazioni sindacali
più rappresentative nel settore turistico dei concessionari demaniali marittimi e dei
lavoratori.
7. Ogni postazione di salvataggio deve , di norma, essere dotata di apposita struttura
di avvistamento. Adeguata in altezza per la sorveglianza e la possibilità di essere
localizzata dai bagnanti dal mare
8. E’ obbligo dei titolari degli stabilimenti balneari (in caso di servizio di salvataggio
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collettivo l’obbligo è a carico del rappresentante dell’Associazione che organizza il
servizio) di dotare l’assistente bagnanti di moscone o altro idoneo battello colorato
in rosso recante la scritta “Salvataggio” (completo di scalmiere, remi ed ancora e
munito di salvagente anulare o corrispondente omologato con sagola galleggiante
lunga almeno 25 metri, un mezzo marinaio o gaffa e due cinture di salvataggio), di
pallone AMBU o altro apparecchio per la respirazione artificiale di analoga efficacia,
cannule per la respirazione artificiale, mascherine per la respirazione bocca a
bocca, apribocca a vite, serie di bandiere indicate alla lett. C) punto 4, fischietto,
maschera, pinne, binocolo almeno 10X30;
9. I titolari di stabilimenti balneari che intendono organizzare il servizio di salvataggio
sia in forma individuale che collettivo mediante associazioni riconosciute, consorzi,
cooperative e società, devono far pervenire entro il 30 aprile al Comune competente
per territorio, in esecuzione di quanto previsto dalle Direttive in premessa indicate,
una proposta di “Piano individuale di salvataggio” o di “Piano collettivo di
salvataggio” contenente, oltre a copia del piano di salvamento autorizzato nella
stagione precedente, anche le generalità del responsabile del servizio individuale o
del rappresentante del raggruppamento, e limitatamente ai “piani collettivi di
Salvataggio” le caratteristiche dell’unità a motore e la sua dislocazione, ovvero, in
alternativa il numero dei mosconi, l’elenco degli stabilimenti che aderiscono al piano
collettivo di salvataggio e l’elenco degli stabilimenti dove saranno ubicate le
postazioni di salvataggio.
Il Comune può chiedere di modificare e/o integrare il piano (collettivo) di salvataggio
in ragione delle esigenze di sicurezza della balneazione. In caso di mancata
approvazione, entro l’ultimo fine settimana (sabato e domenica) di maggio, come
pure in caso di rifiuto ad apportare le integrazioni richieste, ciascun stabilimento
balneare dovrà disporre del proprio servizio di salvataggio nel rispetto della
presente Ordinanza.
Dell’approvazione dei Piani di Salvamento e dell’avvenuta comunicazione del Piani
individuali Il Comune dovrà dare adeguata pubblicizzazione inviandoli, completi
degli elaborati grafici utili per l’individuazione dei soggetti coinvolti, oltre che alla
Regione Emilia Romagna Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche, all’Autorità
marittima territorialmente competente e Organi di Polizia ed eventualmente renderli
disponibili alle associazioni riconosciute, consorzi, cooperative e società che
operano per finalità attinenti sul territorio.
10. Fino all’ultimo fine settimana (sabato e domenica) di maggio e dopo il secondo fine
settimana (sabato e domenica) di settembre, qualora gli stabilimenti balneari
intendano rimanere aperti esclusivamente per elioterapia, non sono tenuti ad
assicurare il servizio di salvataggio, ma dovranno rimanere esposti oltre alla
bandiere rosse di cui all’ Art. 5 lett. C) punto 4 cartelli in italiano, inglese, francese e
tedesco recanti il seguente avviso: “Stabilimento aperto esclusivamente per
elioterapia – Spiaggia sprovvista di servizio di salvamento”.
Le disposizioni relative ai cartelli non si applicano agli stabilimenti provvisti di
assistente bagnanti con relative dotazioni.
Presso gli stabilimenti balneari ove è prevista l’attivazione di una postazione di
salvataggio durante il periodo di cui al punto 2 dell’art. 1, devono essere sempre
presenti le dotazioni di salvataggio di cui all’Art. 5 lett. C) e lett. B). Tale obbligo
sussiste limitatamente al periodo del salvamento obbligatorio.
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11. Gli stabilimenti balneari e le strutture balneari ,anche ad uso privato e/o insistenti
su aree private , compresi quelli la cui attività è connessa a colonie marine ,
campeggi, case di vacanza e simili sono tenuti ad attivare la propria postazione di
salvataggio nel rispetto dei criteri indicati nella presente Ordinanza e di darne
comunicazione al Comune competente per territorio entro l’inizio del periodo di
balneazione indicato all’Art. 1 punto 2.
ART. 6 DISCIPLINA DEL COMMERCIO, DELL’ATTIVITA’ FOTOGRAFICA E
RITRATTISTICA AMBULANTI E DELLE SCUOLE DI VELA E DI NUOTO
1. L’esercizio sulle aree demaniali del commercio, dell’attività fotografica e ritrattistica
ambulanti e delle attività di scuole di vela e di nuoto, è consentito nel periodo della
stagione balneare ed è soggetto ad autorizzazione comunale, secondo le modalità
stabilite dai Comuni competenti per territorio.
2. L’autorizzazione per esercitare l’attività di scuola di vela è rilasciata previa verifica
presso gli Uffici comunali competenti dell’avvenuto rilascio dell’autorizzazione per i
relativi corridoi di atterraggio.
3. Ogni autorizzato deve essere iscritto in apposito registro tenuto presso il Comune
competente per territorio.
4. I permessi devono essere esibiti a richiesta degli ufficiali e degli agenti di polizia
giudiziaria ovvero degli incaricati dei servizi di polizia amministrativa.
5. Le attività devono avere luogo senza arrecare disturbo o turbativa ai bagnanti e
senza alcun pregiudizio o limitazione per le attività balneari.
ART. 7 DISCIPLINA DELLA PESCA
Durante la stagione balneare è vietato:
1. L’esercizio di qualsiasi tipo di pesca nella fascia di mare riservata alla balneazione;
2. Attraversare le zone frequentate da bagnanti con un’arma subacquea carica.
3. Nelle zone in cui sono presenti concessioni demaniali marittime di specchi acquei per
impianti adibiti a molluschicoltura ricadenti nella fascia riservata alla balneazione i
titolari delle concessioni, ad esclusione del periodo di cui all’art. 5 lett. C) punto 1 e
di tutti i prefestivi e festivi ricadenti nel periodo che và dall’entrata in vigore della
presente ordinanza fino al periodo del salvamento obbligatorio, possono chiedere
alla Regione Servizio Turismo e Qualità Aree Turistiche motivata deroga alla
presente Ordinanza con almeno 30 giorni d’anticipo rispetto all’inizio delle attività
oggetto di deroga.
ART. 8 DISCIPLINA DEI CORRIDOI DI ATTERRAGGIO, SICUREZZA DEI
NATANTI DA DIPORTO – DISCIPLINA DELLO SCI NAUTICO –
LOCAZIONE E NOLEGGIO DEI NATANTI DA DIPORTO – IMPIEGO E
CIRCOLAZIONE DELLE TAVOLE A VELA, DEGLI ACQUASCOOTER E
NATANTI SIMILARI
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1. Le domande di autorizzazione per l’installazione di corridoi di atterraggio, sia
prospicienti ad arenili in concessione che liberi, devono essere presentate ai
Comuni competenti per territorio entro il 15 aprile. Le caratteristiche e le prescrizioni
a carico dei soggetti autorizzati sono disciplinate con ordinanze dell’Autorità
marittima territorialmente competente in materia di sicurezza della navigazione e
sicurezza della navigazione da diporto.
2. Per quanto previsto dal titolo del presente articolo si rinvia alle disposizioni
impartite con apposite ordinanze delle autorità competenti in materia di sicurezza
della navigazione per i rispettivi territori.
ART. 9 DIVIETI E PRESCRIZIONI PERMANENTI
Le prescrizioni di cui agli articoli sotto riportati, sono vigenti fino all’emanazione della
successiva Ordinanza:
– art. 3;
– art. 4 punto 1 lett. f), g), m), n), o) e punto 2;
– art. 5 lett. A) punto 6 e lett. B) punti 6 e 8.
ART. 10 DISPOSIZIONI FINALI
I trasgressori alla presente Ordinanza, salvo che il fatto non costituisca reato, saranno
perseguiti ai sensi della normativa in materia nella vigente formulazione anche sotto gli
aspetti sanzionatori dalle Autorità a ciò preposte.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente Ordinanza.
Bologna,
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
DOTT.SSA PAOLA CASTELLINI
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Allegato B
CONTENUTO MINIMO DELLA CASSETTA di cui all’art. 5 Lett. B) comma 1 punto
d) dell’Ordinanza Balneare n. 1/2010
DI PRONTO SOCCORSO
Guanti sterili monouso (5 paia).
Visiera paraschizzi.
Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1).
Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro – 0, 9%) da 500 ml (3).
Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10).
Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2).
Teli sterili monouso (2).
Pinzette da medicazione sterili monouso (2).
Confezione di rete elastica di misura media (1).
Confezione di cotone idrofilo (1).
Confezioni di cerotti di varie misure pronti all’uso (2).
Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2).
Un paio di forbici.
Lacci emostatici (3).
Ghiaccio pronto uso (due confezioni).
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2).
Termometro.
Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.
Allegato parte integrante – 2
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CONTENUTO MINIMO DEL PACCHETTO di cui all’art. 5 Lett. B) comma 1 punto
d) dell’Ordinanza Balneare n. 1/2010
DI MEDICAZIONE
Guanti sterili monouso (2 paia).
Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1).
Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1).
Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1).
Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3).
Pinzette da medicazione sterili monouso (1).
Confezione di cotone idrofilo (1).
Confezione di cerotti di varie misure pronti all’uso (1).
Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1).
Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1).
Un paio di forbici (1).
Un laccio emostatico (1).
Confezione di ghiaccio pronto uso (1).
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1).
Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in
attesa del servizio di emergenza.
Conforme al D.M. 15 luglio 2003, n. 388.
Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell’articolo 15,
comma 3, del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni.
Pubblicato nella Gazz. Uff. 3 febbraio 2004, n. 27.
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REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Atti amministrativi
IN FEDE
Paola Castellini
Paola Castellini, Responsabile del SERVIZIO TURISMO E QUALITA’ AREE TURISTICHE
esprime, contestualmente all’adozione, ai sensi della deliberazione della Giunta Regionale
n. 2416/2008, parere di regolarità amministrativa in merito all’atto con numero di proposta
DPG/2010/1849
GIUNTA REGIONALE
Parere di regolarità amministrativa
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Un pensiero su “ORDINANZA BALNEARE REGIONE EMILIA ROMAGNA 2010

  1. degli angeli fabrizio

    sono interessato ad ricevere notizie riguardo
    la situazione canoni sono molto preocupato mi anno chiesto 100.000 euro di canoni arretrati mi e’ aumentato 10 volte il canone se fosse possibile parlare con riccardo santoni il mio cell 3483161707 fabrizio

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