MARINA DI RAVENNA: dibattito in consiglio comunale

La discussione fatta in Consiglio comunale nella seduta dell’11 maggio trae sostanzialmente origine dai disordini che si sono verificati nella giornata del 25 aprile, fortunatamente non ripetuti nel week end del primo maggio e di quello successivo. E’abbastanza normale che i consiglieri riflettano su quanto accaduto e facciano qualche considerazione sull’intreccio molto stretto fra ordine pubblico e turismo, proprio perché, non va dimenticato, il consiglio comunale ha questa prerogativa di portare un contributo e di concorrere nelle scelte della giunta attraverso l’indicazione di linee di indirizzo, ma senza, con questo, volersi sostituire nelle competenze dell’esecutivo stesso. Come altri, anch’io ritengo che sarebbe stata utile l’apertura al contributo dei vari soggetti interessati nei lavori del Consiglio, – dal Decentramento, alle associazioni e a tutti i portatori di interessi, – per affrontare assieme in modo più approfondito e serio l’argomento in discussione, ma nostro malgrado non abbiamo colto questa occasione.

Nel merito della questione, in questi ultimi tempi si sono trattati molti argomenti e, volutamente, si è spaziato a 360 gradi su tutte le problematiche legate al decollo e al prosieguo del turismo balneare nei nostri lidi con particolare riferimento alla località di Marina. Occorre a mio parere partire da due aspetti fondamentali: da una parte la ferma lotta agli eccessi e a tutte le forme di sballo; dall’altra, l’individuazione di linee e scelte precise per affrontare e gestire nel migliore dei modi la stagione estiva. Alla luce di quanto accaduto, mi pare di potere registrare ancora una volta una sostanziale impreparazione ad accogliere l’avvio della stagione estiva, dimostrata non solo dal problema di traffico e dai disordini di vario tipo accaduti in quella giornata, ma in particolare nella gestione complessiva. Al contempo, per esigenze di obiettività, non si può non segnalare la particolare attenzione da parte del Sindaco e dell’Assessore competente e, con loro, del comandante di Polizia municipale, anche se Marina, tuttavia, non ha bisogno dello stazionamento fisso della componente politico amministrativa istituzionalmente deputata a stabilire le regole e a chiederne il rispetto, ma di una forte volontà condivisa con tutti i soggetti al fine di ristabilire un clima di convivenza civile e di sano equilibrio fra varie esigenze. Si diceva sopra come vi sia stata ancora una volta impreparazione, nonostante l’associazione Confesercenti avesse diramato con largo anticipo un documento inviato appunto al Sindaco e ad Hera con il quale invitava ad “un’accorta programmazione della raccolta dei rifiuti a partire dal week end di Pasqua”, e, “ viste le esperienze precedenti ” – continua la nota – la precisa richiesta all’Amministrazione comunale “ di predisporre al completo i servizi di competenza a partire dal servizio di collegamento con i parcheggi e del navetto…….oltre ad un adeguato servizio di vigilanza in coordinamento con le altre forze dell’ordine”. Nonostante le indicazioni di pre allertamento, ogni anno si conferma una certa impreparazione ad affrontare la stagione estiva, e con affanno s’interviene per fornire risposte a fronte di situazioni già sensibilmente compromesse. Quella volontà apprezzabile dell’assessore competente di volere definire un piano strategico sui lidi in grado di delineare lo sviluppo futuro del turismo balneare, sarebbe stato davvero importante per evitare di ricorrere a provvedimenti contingenti o, ancor peggio, a quelli richiesti dal palese stato d’ emergenza. Programmi, strategie e ordinanze vanno preordinate in tempo utile per affrontare adeguatamente la stagione.

I temi e le questioni in gioco sono sempre le stesse, e la prima risposta non può non essere fortemente contraria ai fenomeni di illegalità e di sballo, senza dimenticare i danni incalcolabili causati dal fenomeno dell’alcolismo. Sarebbe, peraltro sbagliato ricondurre il ragionamento unicamente sulla questione dell’orario, invece di puntare sulla lotta agli eccessi, su attività di prevenzione e su modalità di informazione e di controllo. Marina non può gradualmente trasformasi nella località dello sballo in cui le regole sono una sorta di optional, ma occorre un grosso sforzo per ripristinare un equilibrio fondamentale fra esigenze dei giovani, divertimenti e offerta turistica di qualità e di riposo in un’ottica di turismo integrato e in un quadro di regole certe. Non si risolvono i problemi attraverso formule di accanimento rivolte ai gestori degli stabilimenti balneari, i quali, ovviamente sono chiamati responsabilmente al rispetto delle regole e a dare il loro contributo, come, peraltro si sta verificando in molti casi. Basti pensare agli investimenti sulla sicurezza, sulle tecnologie di videosorveglianza, sulle apparecchiature per i primi interventi di soccorso, per arrivare alle campagne di comunicazione con risorse proprie messe a disposizione dalla cooperativa degli stabilimenti balneari. Ciò premesso si ritiene che lo sforzo maggiore vada compiuto unendo le tutte le forze, – imprenditoriali, associative ed istituzionali, – per raggiungere un momento di sintesi condivisa al fine di fare riacquistare a Marina il ruolo di località aperta a tutti, e agendo, al contempo, sulla qualità dei nostri prodotti e dei servizi offerti, ovviamente con maggiore libertà imprenditoriale. Dobbiamo prendere atto come la località di riposo e di balneazione tradizionale si è trasformata via via in un contenitore ambientale non sempre in grado di accogliere forme massicce turismo; un turismo, sia ben chiaro, che di per sé non può essere considerato un limite ma una risorsa per il territorio. Si tratta di un modello di turismo che in qualche misura soverchia l’offerta classica e che ha visto l’amministrazione non adeguatamente pronta ad affrontare la situazione; occorreva una progettazione organica a monte in risposta ad un modello turistico, come dicevo, che sta cambiando e per questo necessita di strategie e di regole precise. Modello che in qualche modo, strada facendo potrebbe dare segnali di sofferenza, con possibili esigenze di aggiustamenti, se non s’interviene con proposte tese a modulare e a rilanciare nuovi orizzonti basati sulla competitività, su migliori servizi, sull’ adeguamento delle infrastrutture. In ogni caso sempre in un quadro organico di regole concertate e condivise, e nella consapevolezza che Marina di Ravenna s’inserisce in un mosaico di turismo integrato assieme alle rimanenti località balneari con le proprie specificità e che, ovviamente, richiedono anch’esse una grande attenzione da parte della pubblica amministrazione.

Related posts:

Add a Facebook Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *