PIANO ARENILE: nostro documento di indirizzi

conferenza stampa

Preso  atto che la regolamentazione dell’uso della spiaggia, intesa come bene della collettivita’ indirizzata ad attivita’ ricreative e turistiche ( con conseguente immediato coinvolgimento delle strutture operatrici su essa collocate  finalizzate alla promozione, incentivazione e gestione diretta delle attivita’ citate in precedenza), scaturisce da leggi sovracomunali ( Regionali e Provinciali) e da regolamentazioni Comunali tramite la redazione ed approvazione del “PIANO DELL’ARENILE“.

 

 

Condividendo il concetto (già ampiamente espresso in precedenti azioni) riferito al rispetto e conservazione dell’ambiente  della natura, della flora e della fauna, questa Cooperativa Stabilimenti Balneari di Ravenna sottolinea che  i meccanismi di tutela ed i piani di fruizione ed utilizzo (vedasi piano dell’arenile) vanno misurati con valutazioni di sostenibilita’ ambientale vista non come rigido vincolo esclusivamente finalizzato alla tutela e conservazione immobile e  museale   del patrimonio naturale, ma ambiente come presenza costante a fianco delle attivita’ umane, ambiente come complemento delle attivita’ umane.

 

 

Crediamo si debba “Ripensare” il tradizionale modello della pianificazione vincolistica a tutti i costi che tante volte danneggia e mortifica disincentivando la leale ed onesta economia, dobbiamo inserire all’interno del nuovo “Pensiero della Pianificazione” trame e principi di compatibilita’ fra ambiente ed attivita’ umane individuando forme di incentivazione e promozione finalizzate alla  concreta realizzazione di architettura di qualita’ funzionalmente moderna che corrisponda sempre piu’ alle reali e mutate esigenze del turismo balneare ed al passo coi tempi parallelamente ad un costante coinvolgimento degli addetti ai lavori (anche operatori di spiaggia) riferito alla protezione , tutela , mantenimento e restauro dell’ambiente naturale al fine di garantire (come citano le Direttive Regionali del 2002) la conservazione e la tutela degli ecosistemi locali costieri di foce e marini. .

 

 

Una riflessione serena ed un invito alle Amministrazioni preposte alla programmazione e pianificazione  territoriale dell’arenile, deve essere rimarcata in riferimento al fatto che qualsiasi regolamentazione  di settore o specifica, puo’ incidere  negativamente sulle reali possibilità di modernizzazione e riorganizzazione delle attivita’ lavorative e delle aziende che operano sulla spiaggia e che dalla medesima traggono il proprio reddito ed il reddito di tutti i nuclei famigliari che all’interno  vi lavorano.Ricordiamo che le aziende che operano in spiaggia  subiscono fortemente  le influenze della richiesta e le flessioni economiche locali o nazionali, e per poter stare alla pari sul mercato del turismo e dare una risposta di qualitaà ed una offerta qualificata e diversificata al fine di diventare poli di attrazione dei flussi turistici incrementando anche l’economia locale, abbisognano delle medesime necessita’ di ristrutturazione , riorganizzazione e rigenerazione dell’attivita’   pari a  qualsiasi altra azienda commerciale,  artigianale o  industriale  ecc.

 

Conseguentemente a quanto sopra  esposto, si elencano le esigenze e le problematiche sorte a distanza di circa sei anni dalla entata in vigore del Piano dell’Arenile vigente e  si riassumono come a seguito esplicitato:

 

1) Riteniamo inderogabile la redazione da parte dell’Amministrazione Comunale di  un reale stato di fatto della bretella di spiaggia con rilievo e individuazione grafica delle presenze edilizie e delle presenze delle dune. Per quel che riguarda le dune, riteniamo un punto fermo identificarne topograficamente e morfologicamente i profili al fine di sancirne ufficialmente la presenza e la conformazione e conseguentemente definirle fisicamente sul luogo con protezioni in legno e consegnarle per il loro mantenimento agli operatori di spiaggia.

Questo riconoscimento  e definizione fisica rimarrebbe un punto di riferimento preciso ai fini della presentazione di progetti edilizi da parte degli stabilimenti balneari ed un punto di riferimento oltremodo preciso per l’Amministrazione Comunale in sede di controllo e verifica delle attivita’ di spiaggia sancendo il principio che  la Cooperativa condivide e cioe’ :”Le dune vanno salvaguardate e mantenute”.

 

 

2) Riteniamo opportuno chiarire un’altro aspetto importante che fa riferimento alle Direttive Regionali in riferimento alla percentuale del 20% di spiaggia libera della linea di costa emiliano-romagnola.

Chiediamo che l’Amministrazione Comunale di Ravenna in accordo con la Provincia e Regione applichi la percentuale sopradetta a livello territoriale comunale, conseguentemente comune per comune dovra’ adeguarsi al richiesto 20% al fine di non creare situazioni di disparità.

In riferimento a quanto detto, riconfermiamo la necessita’ di dotarci di uno “Stato di Fatto” che dovra’ essere analizzato, verificato e successivamente condiviso sia dalla Cooperativa Stabilimenti Balneari di Ravenna sia dall’Amministrazione Comunale di Ravenna.

Al fine di giungere il piu’ velocemente possibile  alla redazione, da parte dell’Amministrazione Comunale,  dello stato di fatto della linea di costa ed ad un reale monitoraggio delle strutture esistenti, questa Cooperativa e’ disposta ad attivare, fin da ora, tutti i meccanismi in suo possesso per conferire  all’Ufficio Tecnico del Comune qualsiasi notizia, informazione o documentazione necessaria  per un profiquo contributo e collaborazione.

 

 

3) Perseguire l’obiettivo della qualita’ edilizia e del riordino ambientale e’ per noi argomento  condiviso.

Riteniamo pero’, al fine di perseguire tale finalita’, riformulare il concetto di struttura edilizia nel seguente modo:

 Salvo restando l’obiettivo dell’Amministrazione riferito alle Superfici Coperte ( strutture fisse) e loro percentuale da raggiungere sulle quali comunque cerchiamo di promuovere un compromesso che da un lato persegui le indicazioni della Regione ma dall’altro colga la reale necessita’ logistica riferita agli indispensabili spazi di lavoro funzionali e vitali  per gli operatori di spiaggia, chiediamo alcuni correttivi alla normativa che permettano di ricavare spazi di servizio nel sottotetto tramite la possibilita’ di modificare le strutture terrazzate esistenti e ricavare tetti in falda con conseguente innalzamento dell’altezza massima degli stabilimenti balneari.

La Regione su questo punto non detta alcun vincolo di altezza se non quello citato : “limitare l’impatto visivo con particolare attenzione all’altezza”.

Il passaggio da ml 4.00 (altezza massima attualmente concessa) a ml 6 al colmo con falde spioventi (che si propone), non pregiudica l’impatto visivo e vengono comunque salvaguardate le visuali prospettiche sulle pinete.

 

A seguito della possibilita’ di modificare le coperture come detto in precedenza, vi e’ l’impegno di questa Cooperativa a bonificare eventuali presenze di lastre di eternit.

Dette coperture potrebbero essere realizzate con strutture lignee abbandonando la tradizione della prefabbricazione e del calcestruzzo.

 

 

Sancire che  le strutture precarie non rientranti nella Superficie Coperta, sono tali perche’ realizzate con accorgimenti tecnici e tecnologici che permettono il loro facile smontaggio e non la demolizione e pur mantenendo la loro specificita’ tipologica, le medesime possono restare montate anche nel periodo di chiusura dello stabilimento balneare.

Si consideri che dette strutture , che dovranno obbligatoriamente  essere realizzate con materiale d’arredo,devono essere costruite (pur nella precarieta’) in modo da far fronte e resistere alle intemperie ed ai repentini mutamenti climatici e conseguentemente con sezioni idonee a tale scopo.

I pergolati sono strutture precarie perche’ costruite in arredo con tecnologie atte allo smontaggio ma smontarle e montarle ogni stagione oltre degradare la struttura stessa, comporta il reperimento di  depositi o magazzini non sempre disponibili e sempre con grande disagio degli operatori.

A seguito di questo, un’azione di bonifica delle pavimentazioni fisse (quelle che dovrebbero solo essere appoggiate) puo’ essere sicuramente attuata da questa Cooperativa.

 

 

Riteniamo incomprensibile che a fronte di una distanza fra fabbricati inferiore a ml 3, lo spazio intermedio sia considerato come Superficie Coperta. Questo comporta di dover addottare soluzioni tecniche riferite alle coperture di scarsa qualita’ architettonica.

Riteniamo che detta regola debba essere inserita solamente a fronte di nuova edificazione e non applicarla  negli insediamenti esistenti.

 

 

Un punto sul quale riteniamo indispensabile  riflettere sulla norma vigente, riguarda la grandezza del locale per il riposo degli addetti e di guardiana.

Si ritiene abbondantemente insufficiente il vano da 14 mq .

Detta insufficienza e’ motivata dal fatto che generalmente la conduzione dello stabilimento balneare e’ a gestione famigliare e prevede la presenza mediamente di circa n 3 persone.

Vi sono gestori con la loro famiglia che non risiedono a Ravenna o in localita’ vicine e per loro, non vi sono possibilita’ di riposo se non quella di ritornare alla loro residenza.

Si consideri  poi, che  uno stabilimento balneare alle 6 di mattina è già operante.

La proposta che si presenta e’ quella di regolamentare non piu’ uno spaziodi “Guardiana” ma un “Alloggio di Custodia” di circa 40 mq.

 

 

4) Un aspetto importante da affrontare e’ riferito alle difese da apporre ai fenomeni atmosferici quali

innalzamento della quota d’imposta del piano terra degli stabilimenti balneari che dovrebbe salire di circa cm 50 per far fronte all’azione del mare ed aumento dell’altezza delle barriere frangivento da portare a ml 2.00 minimo.

 

 

5) Per le attrezzature esterne a contorno e completamento dell’offerta turistica, si rimarca la volonta’ di collocare dei punti di ristoro nell’area esterna verso mare. Detti punti di ristoro sono realizzati con struttura lignea  e coperti in legno e pagliericcio da collocarsi a fianco dei percorsi pavimentati che dallo stabilimento balneare giungono al mare. Sotto le lastre del percorso pedonale verra’ collocato il cavo elettrico al fine di elettrificare detta struttura e permettere di collocarvi un frigor per mantenere le bevande.L’impianto elettrico verra’realizzato e  certificato in base alle leggi vigenti in materia di sicurezza.

 

 

Riteniamo che a fronte delle innumerevoli e innovative richieste di nuovi servizi al turismo che pervengono dagli utenti e frequentatori della nostra spiaggia,si debba ripensare e prendere in seria considerzione la possibilita’ di creare una norma specifica che regolamenti la presenza di” Aree Polifunzionali del Benessere Corporeo” all’interno delle aree in concessione agli stabilimenti balneari.

Dette Aree del Benessere sono sostanzialmente luoghi attrezzati con piscina anche per gare sportive, piscine idromassaggio, piscine per praticare  corsi di Acquagym, aree per la ginnastica , per l’Aerobica e per lo Spinning compreso aree per i massaggi, la cura del corpo e saune.

 

 

Le moderne tecnologie permettono di collocare piscine stagionali tramite strutture asportabili completamente compatibili con i criteri della tutela e salvaguardia dell’ambiente.

 

 

6) Sul versante delle procedure ed iter tecnico- amministrativo riferito alla presentazione dei nuovi progetti e delle proposte di modifica dell’esistente, riteniamo che l’Amministrazione Comunale debba attivarsi e fortemente ricercare, all’interno delle inevitabili compatibilita’ legislative sovracomunali, forme e metodi indirizzate alla massima snellezza di presentazione e massima rapidita’ di risposta perche’ la tipicita’ delle richieste finalizzate alla modifica del luogo di lavoro non possono attendere mesi o anni per vedere accolta l’istanza  , occorre mettere in campo  procedure tecniche che aiutino i lavoratori a risolvere rapidamente i loro problemi.  Vedasi ad esempio la possibilita’ di applicare la DIA su una percentuale  significativa degli interventi edilizi da richiedersi, vedasi ad esempio la possibilita’ di applicare la DIA su tutti gli interventi edilizi riferiti agli arredi funzionali oppure , se la DIA non e’ compatibilecon le leggi vigenti, istituire una procedura tecnica amministrativa compatibile studiata appositamente per risolvere i problemi specifici degli operatori di spiaggia.

 

7)Oltremodo riteniamo che a seguito dell’approvazione dei Progetti Unitari, questi poi possano essere attuati totalmente.

Tutti i Progettio Unitari sono stati approvati dalla Giunta Comunale ma poi, l’Amministrazione non da’ seguito ai singoli stralci attuattivi con conseguenze fortemente negative sia dal punto di vista della operativita’ dei lavoratori sia  per le legittime aspettative dell’operatore di spiaggia.

Inoltre  si chiede che il passaggio delle competenze dalla Regione Emilia Romagna al Comune avvenga in tempi  rapidi e che l’Amministrazione Comunale si impegni fortemente ad attivare un proprio ufficio dotato della specifica competenza ed autorevolezza necessaria ed indispensabile per promuovere un rapporto diretto e reciprocamente proficuo con gli addetti ai lavori e con i soci di questa Cooperativa.

 

 

8)Al fine di perseguire l’obiettivo della Regione riferito alla costituzione di un quadro di riferimento finalizzato  all’armonizzazione delle azioni dei soggetti pubblici e privati sulla fascia costiera, questa Cooperativa si impegna fin da ora e per tutto l’arco dell’anno a collaborare , proponendo un tavolo di lavoro con l’Amministrazione Comunale riferito alla redazione del nuovo Piano dell’Arenile per il quale si sottolinea ulteriormente la impellente necessita’ di una sua rapida progettazione, anche perche’l’effettivo conferimento delle funzioni al Comune di Ravenna e’ subordinato anche all’adeguamento del Piano dell’Arenile alle Direttive Regionali. Fin quando non vi e’ il conferimento non riusciamo a ottenere i risultati sperati riferiti anche allo snellimento delle procedure e riduzione dei tempi tecnici di approvazione delle istanze singole o associate.

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