EMENDAMENTO DECRETO SVILUPPO: UNA PROPOSTA NELLA GIUSTA DIREZIONE

Spiagge, la proposta di Pini: “Concessioni per 50 anni e trattative private”
Il parlamentare della Lega nord annuncia la presentazione di un “lodo” che presenterà a breve alla Camera per rivisitare il decreto che scontenta tutti

Rimini, 6 giugno 2011 – Non si puo’ pensare di riprendere il tavolo di trattative tra Governo, Regioni e associazioni di categoria sul tema delle concessioni per le imprese balneari perche’ “il ministero dell’Economia non vuole lo stralcio del provvedimento”. Lo spiega il parlamentare della Lega nord Gianluca Pini, annunciando quindi una soluzione legislativa per la questione, un “lodo” che presentera’ a breve alla Camera e che, evitando lo stralcio, garantisce anche di uscire dalla procedura di infrazione dell’Unione europea e di tutelare gli investimenti e le professionalita’ degli operatori. “Per questo quella che propongo e’ la soluzione piu’ appropriata, l’ho gia’ sottoposta ad alcune associazioni di categoria ricevendo pareri positivi”, svela Pini.

Il deputato leghista rivisita il decreto legge proponendo la soluzione di un “diritto di superficie dalla durata di 50 anni massimo” e “l’attivazione della procedura semplificata per l’assegnazione tramite trattativa privata del bene concesso”, per canoni inferiori ai 50mila euro annui, con in piu’ una deroga per beni le cui attivita’ siano collegate o confinanti. Assegnazione da effettuarsi “nel rispetto dei principi comunitari di economicita’, efficacia, imparzialita’, parita’ di trattamento, trasparenza, proporzionalita’ e legittimo affidamento”, specifica, ma che dovra’ anche “tutelare l’impresa, tenere conto della professionalita’ maturata nel settore specifico e considerare gli investimenti sostenuti e quelli proposti”.

Le risorse riscosse dal pagamento dei diritti di superficie confluiranno in un fondo costituito presso il ministero dell’Economia, e da li’ saranno ripartite in quattro quote tra Regione, Comune, i nuovi distretti turistici della zona e l’erario. Nello stabilire il canone annuo l’agenzia del Demanio dovra’ “tenere conto dei periodi di effettiva utilizzazione, dell’incidenza degli eventi meteo marini in relazione all’attivita’ svolta, degli oneri di manutenzione straordinaria posti a carico del titolare del diritto di superficie”.

Per chiudere la procedura di infrazione che l’Unione europea ha attivato nei confronti dell’Italia, e “rispondere alle esigenze per gli operatori del mercato di usufruire di un quadro normativo stabile conforme ai principi comunitari”, la soluzione del leghista prevede un decreto legge, che il governo dovra’ emanare entro la fine del 2011, per riformulare la legislazione riguardante le concessioni, delegando le competenze agli enti locali. Le Regioni, oltre a dover disciplinare con propri provvedimenti il settore entro sei mesi dall’approvazione della proposta di Pini, dovranno occuparsi insieme ai Comuni della riscossione dei canoni demaniali, oltre a stabilire il numero effettivo delle concessioni, la durata, la loro valenza turistica, il loro criterio di rinnovo e il collegamento tra queste e le opere conferite in diritto di superficie. Sara’ compito degli enti locali anche la definizione dell’importo dei canoni relativi alle concessioni demaniali, dei criteri e delle modalita’ di rilascio di nuove concessioni, di cessazione di concessioni assentite e di piu’ domande concorrenti, dei parametri per l’eventuale dichiarazione di decadenza delle concessioni demaniali, dell’equo indennizzo all’imprenditore nei casi di revoca della concessione nonche’, infine, dei criteri e delle modalita’ per il subingresso in caso di vendita o affitto delle aziende che gestiscono le concessioni demaniali.

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