IL QUIRINALE VANIFICA IL TENTATIVO DI TREMONTI

…E A QUESTO PUNTO SIAMO MESSI PEGGIO DI PRIMA…

DECRETO-LEGGE 13 maggio 2011 , n. 70
Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia.
(11G0113)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni finalizzate alla promozione dello sviluppo economico e
della competitivita’ del Paese, anche mediante l’adozione di misure
volte alla semplificazione dei procedimenti amministrativi
concernenti, in particolare, la disciplina dei contratti pubblici,
dell’attivita’ edilizia e di quella fiscale, nonche’ ad introdurre
misure per il rilancio dell’economia nelle aree del Mezzogiorno del
Paese, introducendo anche efficaci strumenti per promuovere sinergie
tra le istituzioni di ricerca e le imprese, anche al fine di
garantire il rispetto degli impegni assunti in sede europea
indispensabili, nell’attuale quadro di finanza pubblica, per il
conseguimento dei connessi obiettivi di stabilita’ e crescita;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 5 maggio 2011;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’economia e delle finanze;

Emana

Omissis…
Art. 3

Reti d’impresa, “Zone a burocrazia zero”, Distretti turistico –
alberghieri, nautica da diporto

1. Per incrementare l’efficienza del sistema turistico italiano,
riqualificando e rilanciando l’offerta turistica, fermo restando, in
assoluto, il diritto libero e gratuito di accesso e fruizione della
battigia, anche ai fini di balneazione, e’ introdotto un diritto di
superficie avente durata di venti anni
e disciplinato come segue:
a) il diritto di superficie si costituisce sulle aree inedificate
formate da arenili, con esclusione in ogni caso delle spiagge e delle
scogliere. Sulle aree gia’ occupate da edificazioni esistenti, aventi
qualunque destinazione d’uso in atto alla data di entrata in vigore
del presente articolo, ancorche’ realizzate su spiaggia, arenile
ovvero scogliera, salvo che le relative aree non risultino gia’ di
proprieta’ privata, le edificazioni possono essere mantenute
esclusivamente in regime di diritto di superficie. La delimitazione
dei soli arenili, per le aree inedificate, nonche’ la delimitazione
delle aree gia’ occupate da edificazioni esistenti, realizzate su
terreni non gia’ di proprieta’ privata, e’ effettuata, su iniziativa
dei Comuni, dalle Regioni, di intesa con l’Agenzia del demanio;
b) il provvedimento costitutivo del diritto di superficie e’
rilasciato, nel rispetto dei principi comunitari di economicita’,
efficacia, imparzialita’, parita’ di trattamento, trasparenza e
proporzionalita’, dalla Regione, d’intesa con il Comune
nonche’ con
le Agenzie del demanio e del territorio, e dalla Regione trasmesso in
copia alla Agenzia delle entrate per la riscossione del
corrispettivo;
c) il diritto di superficie si costituisce, e successivamente si
mantiene:
1) previo pagamento di un corrispettivo annuo determinato dalla
Agenzia del demanio sulla base dei valori di mercato;
2) previo accatastamento delle edificazioni ai sensi
dell’articolo 19 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e, per le
edificazioni gia’ esistenti alla data di entrata in vigore del
presente articolo, se le stesse risultano dotate di un titolo
abilitativo valido a tutti gli effetti secondo la normativa vigente;
3) se acquisito da una impresa, a condizione che l’impresa
aderisca a nuovi, congrui studi di settore appositamente elaborati
dalla Agenzia delle entrate e che l’impresa risulti altresi’
regolarmente adempiente agli obblighi contributivi;
d) sulle aree inedificate l’attivita’ edilizia e’ consentita solo
in regime di diritto di superficie e comunque nel rispetto della
normativa vigente. Sulle aree in diritto di superficie gia’ occupate
da edificazioni esistenti le attivita’ di manutenzione,
ristrutturazione, trasformazione, ovvero di ricostruzione delle
predette edificazioni sono consentite comunque nel rispetto della
normativa vigente.
2. Le edificazioni esistenti ovvero realizzate successivamente alla
data di entrata in vigore del presente articolo, che risultano in
violazione delle disposizioni di cui al comma 1, sono senz’altro
acquisite di diritto alla proprieta’ del demanio ed abbattute in
danno di colui che le ha realizzate. Le violazioni alla normativa
vigente, incluse quelle di rilevanza penale, commesse su aree
costituite da spiagge, arenili e scogliere continuano ad essere
perseguite ai sensi della legislazione vigente. Nulla e’ innovato in
materia di concessioni sul demanio marittimo. Le risorse costituite
dai corrispettivi dei diritti di superficie di cui alle lettere c) e
d) del comma 1 riscosse dalla Agenzia delle entrate sono versate
all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ad un
Fondo costituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze
per essere annualmente ripartite in quattro quote, in favore,
rispettivamente, della Regione interessata, dei Comuni interessati,
dei Distretti turistico – alberghieri di cui al comma 4, nonche’
dell’erario, con particolare riferimento agli eventuali maggiori
oneri per spese di competenza del Ministero dell’interno. La misura
delle quote e’ stabilita annualmente con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, in modo tale che non derivino effetti
negativi per la finanza pubblica. Con decreto di natura non
regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze sono
stabiliti i criteri di determinazione del corrispettivo annuo di cui
alla comma 1, lettera c), n. 1), in modo tale che non derivino
effetti negativi per la finanza pubblica.

3. A salvaguardia di valori costituzionalmente garantiti, quanto
alle esigenze del pubblico uso, l’attuazione delle disposizioni di
cui ai commi 1 e 2 deve in ogni caso assicurare, specie nei casi di
attribuzione di diritti di superficie ad imprese turistico-balneari,
il rispetto dell’obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e
transito per il raggiungimento della battigia, anche a fini di
balneazione.
4. Possono essere istituiti nei territori costieri, con Decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su richiesta delle imprese del
settore che operano nei medesimi territori, previa intesa con le
Regioni interessate, i Distretti turistico-alberghieri con gli
obiettivi di riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello
nazionale e internazionale, di accrescere lo sviluppo delle aree e
dei settori del Distretto, di migliorare l’efficienza
nell’organizzazione e nella produzione dei servizi, di assicurare
garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano con
particolare riferimento alle opportunita’ di investimento, di accesso
al credito, di semplificazione e celerita’ nei rapporti con le
pubbliche amministrazioni.
5. Nei territori di cui al comma 4, nei quali si intendono inclusi,
relativamente ai beni del demanio marittimo, esclusivamente le
spiagge e gli arenili, ove esistenti, la delimitazione dei Distretti
e’ effettuata dall’Agenzia del Demanio, previa conferenza di servizi,
che e’ obbligatoriamente indetta se richiesta da imprese del settore
turistico che operano nei medesimi territori. Alla conferenza di
servizi devono sempre partecipare i Comuni interessati,
6. Nei Distretti turistico-alberghieri si applicano le seguenti
disposizioni:
a) alle imprese dei Distretti, costituite in rete ai sensi
dell’articolo 3, comma 4-bis e seguenti, del decreto-legge 10
febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, si applicano le
disposizioni agevolative in materia amministrativa, finanziaria, per
la ricerca e lo sviluppo di cui all’articolo 1, comma 368, lettere
b), c) e d) della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive
modificazioni, previa autorizzazione rilasciata con decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero
dello sviluppo economico, da adottare entro sei mesi dalla relativa
richiesta. Alle medesime imprese, ancorche’ non costituite in rete,
si applicano altresi’, su richiesta, le disposizioni agevolative in
materia fiscale di cui all’articolo 1, comma 368, lettera a), della
citata legge n. 266 del 2005;
b) i Distretti costituiscono “Zone a burocrazia zero” ai sensi
dell’articolo 43 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e ai medesimi
si applicano le disposizioni di cui alle lettere b) e c) del comma 2
del predetto articolo 43; gli eventuali maggiori oneri per spese di
competenza del Ministero dell’interno sono a carico del fondo di cui
al comma 2;
c) nei Distretti sono attivati sportelli unici di coordinamento
delle attivita’ delle Agenzie fiscali e dell’INPS. Presso tali
sportelli le imprese del distretto intrattengono rapporti per la
risoluzione di qualunque questione di competenza propria di tali
enti, nonche’ presentare richieste ed istanze, nonche’ ricevere i
provvedimenti conclusivi dei relativi procedimenti, rivolte ad una
qualsiasi altra amministrazione statale. Con decreto
interdirigenziale dei predetti enti, nonche’ con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri di natura non regolamentare, su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sono emanate le
disposizioni applicative occorrenti ad assicurare la funzionalita’
degli sportelli unici, rispettivamente, per le questioni di
competenza dei predetti enti, nonche’ di competenza delle
amministrazioni statali, Per le attivita’ di ispezione e controllo di
competenza delle Agenzie fiscali e dell’INPS gli sportelli unici
assicurano controlli unitari, nonche’ una pianificazione e
l’esercizio di tali attivita’ in modo tale da influire il meno
possibile sull’ordinaria attivita’ propria delle imprese dei
Distretti. Dall’attuazione delle disposizioni di cui ai periodi
precedenti non devono derivare nuovi o maggiori oneri. Le
amministrazioni provvedono agli adempimenti ivi previsti con
l’utilizzo delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili
in base alla legislazione vigente.
7. Per semplificare gli adempimenti amministrativi relativi alla
navigazione da diporto per scopi commerciali ed alla realizzazione di
pontili galleggianti a carattere stagionale, al Codice della nautica
da diporto di cui decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, i commi
1 e 2 dell’articolo 1 sono sostituiti dai seguenti:
“1. Le disposizioni del presente codice si applicano alla
navigazione da diporto, anche se esercitata per fini commerciali
mediante le unita’ da diporto di cui all’articolo 3 del presente
codice, ivi comprese le navi di cui all’articolo 3 della legge 8
luglio 2003, n. 172.
2. Ai fini del presente codice si intende per navigazione da
diporto quella effettuata in acque marittime ed interne a scopi
sportivi o ricreativi e senza fine di lucro, nonche’ quella
esercitata a scopi commerciali, anche mediante le navi di cui
all’articolo 3 della legge 8 luglio 2003, n. 172, ferma restando la
disciplina ivi prevista.”.
8. Per incentivare la realizzazione di porti e approdi turistici e
razionalizzare il procedimento di rilascio delle relative concessioni
demaniali marittime:
a) all’articolo 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, dopo il
comma 2, e’ inserito il seguente:
“2-bis. Nel caso di strutture o ambiti idonei, allo stato
sottoutilizzati o non diversamente utilizzabili per funzioni portuali
di preminente interesse pubblico, nella predisposizione del piano
regolatore portuale, deve essere valutata, con priorita’, la
possibile finalizzazione delle predette strutture ed ambiti ad
approdi turistici come definiti dall’articolo 2 del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n.
509.”;
b) ferma restando la disciplina relativa all’attribuzione di beni
a regioni ed enti locali in base alla legge 5 maggio 2009, n. 42,
nonche’ alle rispettive norme di attuazione, al procedimento di
revisione del quadro normativo in materia di rilascio delle
concessioni demaniali marittime per le strutture portuali di cui
all’articolo 2, comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente
della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509, si applicano i criteri e le
modalita’ di affidamento delle concessioni di beni demaniali
marittimi con finalita’ turistico-ricreative, come definiti sulla
base dell’intesa raggiunta ai sensi dell’articolo 1, comma 18, del
decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, in sede di
conferenza Stato – Regioni.

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