Confesercenti chiude la querelle con SCF a condizioni soddisfacenti

Lo scorso 10 febbraio la Confesercenti ha sottoscritto con SCF – Consorzio Fonografici la “Convenzione per la diffusione in pubblico di fonogrammi in pubblici esercizi, esercizi commerciali, esercizi artigiani aperti al pubblico e strutture ricettivo-alberghiere”, così chiudendo, a beneficio dei propri associati, la lunga querelle sui diritti connessi che, negli ultimi anni, aveva visto contrapposti la Confederazione ed il Consorzio dei produttori discografici circa la debenza o meno dei diritti medesimi da parte degli utilizzatori quando non vi sia scopo di lucro, specie nei casi in cui trattasi di musica d’ambiente diffusa attraverso l’uso di radio e TV.

La stipula della Convenzione, per importi veramente convenienti e con una sostanziale sanatoria “a titolo ricognitorio” del pregresso, è motivata da eventi ricollegabili alla giurisprudenza di merito ed all’interpretazione che delle norme in questione danno univocamente le istituzioni e la dottrina.

Come è noto, infatti, il 24 novembre 2009 il Ministro per i beni culturali ha risposto ad un’interrogazione parlamentare sulla vicenda SCF, richiamando un precedente parere del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore (dell’11 novembre 2008) e sostenendo che, in merito al «se» i diritti connessi debbano essere corrisposti anche nel caso in cui nei locali pubblici siano utilizzati esclusivamente apparecchi radio e TV, un’autorevole dottrina aderisce alla tesi secondo cui l’esercizio commerciale che diffonde nei propri locali emissioni radiofoniche o televisive effettua un nuovo atto di comunicazione al pubblico; tale atto di comunicazione al pubblico configura, secondo tale orientamento, un ulteriore utilizzo del fonogramma per radiodiffusione e determina l’esercizio di una facoltà insita nel diritto connesso del produttore fonografico.

Il 28 gennaio 2010, poi, il Tribunale di Milano è intervenuto in materia, condannando un barista che non aveva assolto il pagamento del diritto connesso, sulla base della considerazione che già la Corte di Giustizia CE (sent. 7.12.2006, causa C-306/05) aveva precisato che “anche la semplice installazione di apparecchi radiotelevisivi è in grado di rendere tecnicamente possibile l’accesso del pubblico alle opere radiodiffuse e che gli autori di tali opere hanno diritto ad un adeguato compenso per l’utilizzo delle opere in occasione della comunicazione al pubblico”. Inoltre, ad avviso del Tribunale, “la diffusione di musica al pubblico all’interno di un esercizio commerciale rientra a pieno titolo nell’ambito di applicazione dell’art. 73 della legge sul diritto d’autore, poiché il lucro sussiste anche qualora la musica venga inserita in un’attività che complessivamente è qualificata dallo scopo di lucro, come accade appunto per un esercizio bar” (…) “Il caso di specie, in quanto costituito dalla diffusione in un esercizio pubblico, evidentemente effettuata per intrattenere la clientela e quindi attrarre la stessa, proponendo un beneficio aggiuntivo nell’ambito dell’esercizio bar, riveste sicuramente una valenza economica e quindi di lucro per la società che gestisce detto esercizio”.

Il 29 luglio 2010, infine, Confesercenti ha stipulato con SCF una Convenzione per la regolazione dei diritti connessi (mai disconosciuti nel caso di specie) relativi alla diffusione in pubblico di fonogrammi, a scopo di lucro, in discoteche, sale da ballo e locali serali, in base alla quale, con il pagamento del compenso forfetario indicato in apposita tariffa annessa, gli esercenti associati a Confesercenti, in quanto soggetti responsabili dell’utilizzazione all’interno dei propri locali dei fonogrammi, adempiono integralmente gli obblighi imposti dall’art. 73 L.d.A. Trattasi di una Convenzione che per Confesercenti costituiva un “atto dovuto”, altrimenti, in mancanza delle riduzioni di tariffa ottenute, mettendosi gli associati nella condizione di dover pagare importi più alti di quelli corrisposti dagli associati di altre Organizzazioni ovvero di dover subire una sicura sconfitta in giudizio.

Considerato che, con riferimento ai diritti connessi per la diffusione di musica d’ambiente in alberghi, pubblici esercizi e negozi, sono numerosissimi gli associati che fino a pochi giorni fa continuavano a ricevere richieste di pagamento da parte di SCF, di studi legali e/o di società di recupero crediti da essa incaricati e che, specialmente nel caso degli albergatori, il diritto connesso richiesto, relativo per la maggior parte dei casi a più annualità pregresse, cominciava ad avere un certo peso, se si considera anche l’aggiunta di interessi e spese, la Confesercenti, dopo aver posto all’attenzione delle Federazioni interessate e degli Organi direttivi confederali la questione se accedere o meno alla stipula della predetta Convenzione, tenuto conto di tutto quanto premesso, acquisito l’assenso dei predetti Federazioni ed Organi, ha deciso infine di siglare l’accordo.

Trattasi, fra l’altro, di una decisione condivisa, a quanto si conosce, anche dalle Confederazioni degli artigiani maggiormente rappresentative a livello nazionale e che segue, a distanza di anni, l’analoga decisione presa da Confcommercio prima e da FIPE poi.

La stipula della Convenzione mette gli associati Confesercenti appartenenti alle categorie dei pubblici esercizi e degli esercizi commerciali ed artigiani nella condizione di assolvere il diritto per il 2011 versando compensi notevolmente più bassi di quelli pretesi da SCF fino a tutto il 2010, nonché di sanare tutte le annualità pregresse (dal 2007 in poi) versando il 50% della tariffa richiesta per il 2010, senza l’aggiunta di interessi o altre somme richieste a vario titolo.

Ai titolari di strutture ricettive si consente di beneficiare della stessa scontistica di cui godono i colleghi associati alle omologhe Organizzazioni appartenenti ad altre Confederazioni da tempo stipulanti accordi con SCF, con la differenza che gli associati Asshotel – Confesercenti potranno beneficiare della sanatoria per il pregresso versando il solo importo dovuto per il 2010 (decurtato del 30% in caso di attività stagionale), cui si applicherà lo sconto del 15% dovuto agli associati.

I risultati ottenuti da Confesercenti con la lotta sindacale condotta nel corso degli ultimi anni hanno consentito anche a chi non sia legato a nessuna Organizzazione di poter vedere notevolmente abbattute le tariffe (ad esclusione, ovviamente, dell’applicazione delle riduzioni spettanti esclusivamente agli associati). Ed anche le Convenzioni sottoscritte dalle Organizzazioni già stipulanti accordi con SCF saranno “rivedute e corrette” in melius grazie ai risultati ottenuti da Confesercenti, salvo naturalmente che per il pagamento del pregresso, dal momento che la stipula delle Convenzioni da parte di tali Organizzazioni ha da tempo consentito ad SCF di incassare i diritti connessi dagli associati delle predette Associazioni, laddove gli associati Confesercenti avranno il beneficio di pagare solo dall’anno in corso e di sanare il passato con il pagamento di una sola annualità decurtata delle percentuali di sconto ottenute e meglio precisate nel seguito.

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