SCF (diritti consorzio fonografici): perchè è giusto non pagare mentre altre associazioni hanno “mollato” subito

Negli ultimi giorni la Direzione Nazionale ha ricevuto un alto numero di richieste di assistenza sul noto caso dei diritti connessi, il cui pagamento è da tempo richiesto da SCF con riferimento alla normativa prevista dagli articoli 72 e seguenti della legge sul diritto d’autore (L. n. 633/41).
Il Consorzio Fonografici si è evidentemente rivolto a società di recupero che ora tentano di riscuotere le somme precedentemente e direttamente richieste da SCF.
Per quanto ci riguarda, continuiamo a sostenere che, pur non potendosi disconoscere il diritto di SCF a percepire, per conto dei produttori associati, i compensi previsti dall’art. 73 della legge n. 633 per le utilizzazioni di fonogrammi a scopo di lucro, ad esempio con riferimento a discoteche ed altri locali ove l’utilizzazione della musica è al centro del business (ma anche in questo caso vi sono difficoltà, ad esempio relative alla riconducibilità della musica utilizzata – ed in quale proporzione – ai produttori consorziati ad SCF), rimangono irrisolti alcuni rilevanti problemi:

1. Anzitutto, qualora negli esercizi chiamati in causa l’utilizzazione di musica sia esclusivamente riferibile alla presenza di televisori o radio all’interno dei locali, in relazione alla quale i diritti connessi sono stati evidentemente assolti dalle relative stazioni emittenti, persiste il dubbio se per l’utilizzazione di musica diffusa attraverso TV/radio i diritti connessi siano nuovamente da assolvere, da parte dei titolari di esercizi pubblici o commerciali. Sulla questione pendono i giudizi che vedono contrapposti alla SCF altrettanti titolari di strutture ricettive associati a Confesercenti, rinviati per la precisazione delle conclusioni all’udienza del 10 marzo 2011 dinanzi al Tribunale di Bologna. Fino alla decisione di dette cause non è dato sapere, neppure con riferimento a casi giurisprudenziali di una qualche rilevanza, se alla SCF spetti il diritto alla riscossione dei cennati compensi. D’altra parte, la stessa SIAE, che recentemente ha comunicato di rappresentare parte della categoria dei produttori, non sembra avere intenzione di pretendere, per le utilizzazioni in questione, alcun compenso a titolo di diritto connesso.
2. In ogni caso, anche qualora il diritto, con riferimento al punto precedente, fosse dovuto, si tratterebbe di un’utilizzazione non a scopo di lucro, dal momento che dalla presenza di radio/TV nei locali l’esercizio non ricava normalmente alcun ulteriore vantaggio economico, qualora non vengono applicati sovrapprezzi. Per la determinazione, riscossione e ripartizione dell’equo compenso dovuto per le utilizzazioni non a scopo di lucro, l’art. 73-bis della LdA prevede, per rinvio al regolamento di attuazione, l’approvazione di apposito DPCM, fatto salvo diverso accordo tra le parti. Il menzionato decreto non è mai stato approvato e, in mancanza di apposita previsione normativa, i criteri di commisurazione dell’equo compenso stabiliti da SCF mediante convenzioni stipulate con altre Associazioni di categoria non impegnano gli associati Confesercenti. Gli importi richiesti costituiscono dunque una pretesa arbitraria, essendo stati determinati secondo valutazioni effettuate unilateralmente da SCF.
3. Quanto ai casi in cui effettivamente negli esercizi pubblici o commerciali sia diffusa musica mediante utilizzo di supporti fonografici (registrazioni su CD, DVD, computer), pur essendo indubbiamente dovuti i diritti connessi, permane il problema della determinazione dell’importo (di cui al punto 2), non risolvibile, anche in questo caso, mediante riferimento alle convenzioni stipulate da altre Associazioni.
4. Infine, come riferitoVi con la nota del 4 novembre (Prot. n. 1322/2009 MB/gdpc), la SIAE ha fatto sapere alle Associazioni di categoria convenzionate per il diritto d’autore (fra le quali la Confesercenti) di aver ricevuto dall’Associazione dei Fonografici Italiani (AFI) il mandato a gestire ed incassare, dal 1° gennaio 2010 (fino al 31 dicembre 2009 l’AFI incassava attraverso SCF), i diritti connessi per diritti di copia ed esecuzioni in pubblico di supporti audio. La stessa SIAE ha proposto a Confesercenti la stipula di una apposita Convenzione, che la nostra Associazione si è rifiutata di firmare non ritenendo al momento possibile la sottoscrizione, per accettazione, di un atto che avrebbe la valenza dell’accordo vincolante per i propri associati, in mancanza di una condivisione di aspetti determinanti con tutti i soggetti interessati. Pertanto, la Confesercenti ha chiesto alla SIAE di farsi promotrice dell’indizione di un Tavolo cui siedano i soggetti rappresentanti dei beneficiari dei diritti connessi e degli utilizzatori, oltre che del Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore, nel tentativo di accedere ad una ponderata e condivisa soluzione dei problemi esistenti. Fra l’altro, nelle Convenzioni stipulate da SCF non altre Associazioni si fa riferimento ad una “malleva” nel caso in cui altri produttori chiedessero il pagamento dei diritti connessi, malleva che non sembra essere riconosciuta dalla SIAE, sì da esporre comunque chi dovesse pagare ad SCF all’obbligo di versare i diritti connessi richiesti anche a SIAE (per la parte di rispettiva competenza).

Gli associati devono essere resi edotti delle problematiche descritte, che consentono di poter sollevare consistenti dubbi sull’obbligo di pagare i diritti connessi ad SCF nelle situazioni evidenziate ai punti precedenti, ma devono anche aver chiaro che vi è la possibilità di essere chiamati in giudizio da SCF, nel qual caso ci si difenderà, magari utilizzando le opportune convenzioni con studi legali che le sedi territoriali avranno apprestato.
Concludiamo richiamando l’attenzione sul documento con il quale il CESE (Comitato economico e sociale europeo), in vista dell’approvazione della prossima Direttiva della Comunità Europea in fatto di armonizzazione di alcuni aspetti relativi alla proprietà intellettuale, ha:
 auspicato “una modifica dell’art. 5 della direttiva 2006/115/CE che riguarda l’amministrazione del diritto a un’equa remunerazione da parte delle società di gestione collettiva”, chiedendo che “nel paragrafo che dà facoltà agli Stati membri di regolamentare la questione della gestione da parte di tali società, sia previsto un unico organismo, con relative clausole di sicurezza fissate dalla normativa europea, lasciando agli Stati membri la facoltà solo di stabilire nei dettagli gli aspetti amministrativi”;
 chiesto l’esenzione delle attività professionali per le quali la musica o l’immagine non svolgono alcun ruolo a livello di processo produttivo: “i settori per i quali la diffusione di musica o di immagini svolge un ruolo secondario nell’esercizio dell’attività imprenditoriale dovrebbero (invece) versare soltanto un importo minimo prestabilito, determinato in modo chiaro a seguito di trattative tra gli organismi di rappresentazione collettiva degli utilizzatori e l’organo unico di gestione dei diritti d’autore;
 affermato che “l’utilizzo da parte dei mezzi di comunicazione non può costituire un’esecuzione pubblica primaria qualora la ritrasmissione avvenga da luoghi come ristoranti, caffè, autobus, taxi, ecc., e deve quindi essere esentato dal pagamento dei diritti d’autore agli esecutori. I diritti intellettuali per i fonogrammi sono già stati pagati anticipatamente da coloro che hanno acquisito il diritto di diffondere i fonogrammi su filo o senza filo. L’ascolto dei fonogrammi alla radio va considerato come uso privato da parte del cittadino, sia questi a casa oppure al lavoro, in autobus o al ristorante, e poiché una persona non può trovarsi contemporaneamente in due luoghi, il diritto per i beneficiari è stato pagato dalle emittenti che costituiscono le vere utilizzatrici”.

Per quegli associati che intendano rispondere alle lettere di richiesta di pagamento dei diritti connessi inviate da SCF o da società di recupero o studi legali abbiamo predisposto tre bozze di lettera, disponibili in Associazione, (per i casi in cui la musica sia diffusa solo via radio/TV: una per le strutture ricettive, l’altra per esercizi pubblici o commerciali in genere; per i casi in cui la musica diffusa sia effettivamente registrata su supporti: una per tutte le tipologie di esercizi), che potranno essere utilizzate nel caso in cui l’associato non intendesse pagare quanto richiesto.

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26 pensieri su “SCF (diritti consorzio fonografici): perchè è giusto non pagare mentre altre associazioni hanno “mollato” subito

  1. Porcile Lina S.A.S.

    Gentili colleghi,sono titolare di un’attività commerciale in Avellino e mi trovo nella stessa situazione di molti vostri associati, che hanno ricevuto richiesta di pagamento da parte di SCF(consorzio fonografici). A tal proposito, vi sarei molto grata se poteste inviarmi via e-mail le bozze di lettera da voi perdisposte, visto che non riesco ad avere risposte soddisfacenti dalla mia associazione di categoria. Sicura di un pronto riscontro, vi ringrazio e saluto cordialmente

  2. Canciani Ornella

    Ciò che trovo assurdo è doversi difendere contro degli organi non legalmente riconosciuti,i quali possono citarti in giudizio e per questo sei costretto ad incaricare un legale per dimostrare di aver ragione di non pagare le loro richiste illecite. La domanda è: perchè gli organi competenti dello Stato non impediscono certi soprusi, perchè lo Stato non garantisce sicurezza in cambio degli oneri che noi tutti paghiamo? A Voi chiedo gentilmente se potete inviarmi le bozze di lettera già predisposte, Grazie cordiali saluti.

  3. michelotti claudia

    Buongiorno, sono Michelotti Claudia, ho un locale a Riva del Garda ed ho appena preso una multa di 16000 euro e 2 anni di reclusione per non aver pagato la SCF….Vorrei avere chiarimenti in merito per sapere come devo comportarmi! Grazie

  4. hotel riz

    sono un albergo pensione 2 stelle attaccato da richieste di pagamento di recupero crediti…ho solo un televisore in un angolo…ma non trasmetto neanche musica d’ascolto…potete farmi sapere dove posso trovare o potete inviarmi un modulo per rispondere in modo consono a questi signori…grazie infinite
    A.Celli

  5. Desiderio

    è vergognoso quanto sta succedendo
    in questa Italia. Da una parte un governo
    che strombazza di non aumentare e applicare
    nuove tasse. Dall’altra ogni giorno un
    nuovo balzello e su tutto cala un gelido
    silenzio!!!L,SCF mi chiede il pagamento
    di oltre 620,00 euro tra arretrati ed altro.
    Cosa devo fare? Pagare e come sempre tacere
    e subire?
    Grazie, da un albergatore stufo e stanco.

    Se potete inviatemi la bozza di lettera
    per la musica solo via radio e TV

  6. Carlo Marini

    premesso che non sono un vostro associato anche volendo, non sono un esercente ma un piccolo imprenditore, vi racconto quanto successo nel mondo delle palestre. per quanto ne so quai tutti pagano in quanto l’inporto richiesto è comunque inferiore alle spese per un legale e perchè purtroppo le nosre associazioni nonsono efficiaenti come voi.io la paqgo da due anni, circa 150,00 € anno. cosa faccio continuo ?

    Ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti.
    Carlo MArini

  7. sergio

    Buongiorno siamo una associazione non a scopo di lucro abbiamo realizzato la notte bianca a susa TO pagando i diritti siae.
    abbiamo usatodj locali del posto ( non percepiscono a lcun compenso) adesso e saltato fuori il balzello che dobbiamo pagare la tassa scf noi non paghiamo distinti saluti

  8. bar 3 emme

    SALVE, IO HO UN BAR DA 2 ANNI E MEZZO E NEL 2010 HO MESSO LA RADIO PER TANTO HO PAGATO PER NON AVERE STORIE L’ANNO 2010 CON LE VARIE TABELLE COLLEGATE AL BOLLETTINO MANDATO DA LORO CIRCA 54 EURO, MA MI STAMNO TARTASSANDO DAL RECUPERO CREDITO SIA TELEFONICAMENTE CHE SCRITTO DI PAGARE ANCHE L’ANNO 2008-2009 QUANDO NOI SI FECE IL CAMBIO DI GESTIONE E LA RADIO NON C’ERA,NOI ALLA SFC GLIELA ABBIAMO DETTO CHE FINO ALL 1 GENNAIO 2010 NON C’ERA LA RADIO MA LORO NON VOGLIONO CAPIRE,ANZI ANNO DETTO CHE E VENUTO UN ISPETTORE E A FATTO IL SOPRALLUOGO CON RELATIVO VERBALE CHE NOI NON ABBIAMO MAI VISTO E FIRMATO, PERCHE SEMPRE, SECONDO LORO NON SONO TENUTI A FARLO.COSA BISOGNA FARE(SENTIRE UN AVVOCATO) OPPURE SI STANNO COMPORTANDO SECONDO LA LEGGE. GRAZIE PER L’ATTENZIONE

  9. malia antonia

    Ho un negozio di 30 mq pago normalmente la SIAE che è di circa 60 euro l’anno per una scatola chiamata radio senza casse volanti,mi è arrivato un bollettino da questi simpatici signori di 213,90 euro …..che chiamano diritti connessi,ma non si dovrebbe pagare un quinto del diritto d’autore ….ma su che basi vengono colcolati questi diritti connessi ?Lo trovo semplicemente assurdo

  10. Zecchinato Vittoria

    Sono stata piu’ volte contattata tramite lettere con bollettini pre compilati ,pur non possedendo nel mio locale nessun apparecchio atto a diffondere musica video o quantaltro …Dopo aver mandato 1 fax x chiarire questo errore da parte vostra.Com mia sorpresa mi e’ arrivata 1 lettera da parte di 1 vostro ufficio legale …Spero non essere piu’disturbata da parte vostra:per richieste di denaro(assolutamente da me non dovute) Ribadisco come nel fax inviatovi precedentemente che sono disponibile a qualunque tipo di controllo da parte vostra e a Vostro carico.

  11. fortunato

    HO RICEVUTO DALLA SCF UNA PRIMA MISSIVA CHE MI DICEVA CHE ERO STATO VISITATO DA PERSONALE SCF (FANTASMA) POI UNA FATTURA DI PAGAMENTO, UNA TERZA MI FACEVA LO SCONTO L’ULTIMA CHE LA FATTURA VERRA AFFIDATA AD UNA SOCIETA’ DI RECUPERO CREDITI. LA MIA DOMANDA È VISTO CHE NEL MIO NEGOZIO (CASALINGHI,FERRAMENTA,E DETERSIVI),NON HO LA RADIO NE UN IMPIANTO STEREO COME FA SCF A CHIEDERMI TALE ESBORSO DI DANARO,CHI GLI HA FORNITO I MIEI DATI,CHE PER ALTRO NON SONO DEL TUTTO CORRETTI.

  12. cesare

    vi sono anticipatamente grato per l’invio allo scrivente studio legale le bozze di lettere_TRE- ed altro materiale che l’associazione ha predisposto in ordine alle richieste dei diritto consorzio fonografici.Ciò, al fine di proselitismo giuridico.Vi ringrazio anticipatamente

  13. daniela

    salve da alcuni giorni chiama una signora …. della RECUS (recupero crediti)per la SCF.Cosa devo fare?Io non intendo pagare anche perchè ho sempre pagato SIAE e canoni Rai etc etc. Loro pretendono dei soldi per che cosa?

  14. claudio de luca

    cosa accadra’se oltre alla siae e scf ,ci si presenta un terzo,un quarto ecc di pretendenti al canone ?

  15. roberta bugnini

    Buongiorno, nella nostra parrocchia organizziamo da alcuni anni una festa durante la quale proponiamo spettacoli e intrattenimenti vari (con ingresso libero) con musica registrata e dal vivo . Non abbiamo alcun scopo di lucro se non quello di promuovere le attività parrocchiali e l’unico obiettivo della festa è aprire la parrocchia alla comunità. Vorrei sapere se esiste la possibilità di un forfait con la SIAE – o chi per lei – per non venire dissanguati. grazie per la vs attenzione. Roberta c/o Parrocchia S.Giovanni Battista Riolo Terme (Ra)

  16. tony

    buongiorno, sono il titolare di un bar e non ho intenzione di pagare altre tasse. basta e’ ora di finirla!!!!!!! piuttosto tolgo tutto e basta musica nel mio locale. ribelliamoci ce’ gia’ la crisi. contattatemi per qualsiasi cosa. grazie e buon lavoro a tutti

  17. maurizio ballini

    mi è arrivatosti in questigiorni un invito a pagare circa 25 € per la scf da parte della siae che fa da esattore per conto di scf. Fino a due anni fa gli impiegati dela siae dicevano peste e corna della scf e che era illegale la pretesa di scf. Che cosa è successo di nuovo? sono titolare di un laboratorio di gelateria con annesso spazio vendita dei miei prodotti. Ho pagato la siae per l’ascolto della radio. cosa devo fare?
    grazie per la risposta.

  18. Imma

    Grazie per i chiarimenti. In effetti a me era sembrata solo un’altra “formula per riscuotere” ben studiata dalla SIAE. E non intendo pagare per i principi ben esposti da Voi. Io ho un ristorante in provincia di Benevento ma sono dovuta ricorrere a Voi per capirci qualcosa. Da non associata potrei avere la bozza di lettera? Ve ne sarei molto grata. In un momento di difficoltà per tutti sembra che invece di inventarsi il lavoro ci si ingegna a inventarsi solo i metodi per riscuotere…

  19. lori

    ascoltando la radio in un negozio non si deve pagare nulla gia pagano loro.posso fare quache cosa ad una intimazione di pagamento

  20. mirella

    Sono la proprietaria di un bar e mi è arrivata da pagare una tassa sui diritti d’autore SIAE che già pago normalmente, ma sempre da parte della SIAE mi è arrivato da pagare una ulteriore tassa dal consorzio fonografici. A questo punto mi sorge il dubbio se è una tassa che posso evitare oppure devo pagarla, qualcuno mi saprebbe dire come fare per sapere se posso evitare questa tassa?

    grazie,
    Mirella

  21. michele

    Scusate, e` evidente che e` in atto un abuso di potere da parte sia di scf che di siae – Lo stesso evidentemente determinato dagli enormi capitali di cui le medesime dispongono. Noto che ci sono tantissime persone su internet che ritengono non giusti questi compensi che queste due entita` pretendono. Ci sono forti evidenze che quanto accade e` il risultato piu` che altro di soprusi dovuti ad immane potere.

  22. d'amato gisella

    Io mi sento, come tanti, molto indignata nei confronti della siae e delle altre associazioni che godono del diritto connesso! Ho aperto una caffetteria il 29/09/2011 ad Asti e ho versato alla siae la quota per un impianto radio. A febbraio ci è arrivato un bollettino dove vi era apposti il logo della siae, convinti che fosse un’altra quota per il nuovo anno, abbiamo versato quanto richiesto dal bollettino. In seguito abbiamo visto che la richiesta era da parte della “musica ambiente” Che “estorcono” per diritto connesso soldi alle attività commerciali come le mie. In più il direttore della siae di asti si è “scomodato” a venire personalmente presso la mia caffetteria con aria minacciosa il 28/09/2012 per consegnarmi un bollettino da pagare di euro 476 da pagare entro il 31 dello stesso mese diversamente avrebbe consegnato tutto a equitalia. Sono in attesa a questo punto , di una visita da parte della scf, proprio per non farmi mancare nulla!
    Pertanto a Voi chiedo gentilmente se potete inviarmi le bozze di lettera già predisposta. Grazie. Cordiali saluti.

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