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Piano Arenile: il testo delle osservazioni presentate dalla Cooperativa Stabilimenti Balneari Ravenna

Parte Seconda URBANISTICA
TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI
CAPO 1 – PARAMETRI EDILIZI E DEFINIZIONI

Osservazione all’ Art I.1.5. Materiali
Oggetto osservazione n. 1: Si chiede di chiarire compiutamente ed in modo esaustivo cosa si intende, a quale Legge si fa riferimento e quale documentazione presentare al Comune in funzione all’obbligo di certificazione del LEGNO secondo le norme FSC.

Osservazione all’ Art I.1.8. Pavimentazione temporanea
Oggetto osservazione n. 2: Si chiede di sostituire il periodo “In particolare gli elementi modulari….” con “In caso di nuova costruzione,demolizione e ricostruzione, ristrutturazione totale, sostituzione totale o quantitativamente rilevante delle pavimentazioni esterne, deve essere utilizzato materiale in legno o altro materiale altamente permeabile, con esclusione in ogni caso del calcestruzzo drenante e che, unitamente alla metodologia di posa, ne consenta una facile rimozione senza demolizione di alcun elemento.”.
Per quanto riguarda limiti in termini di superficie si rimanda al vecchio piano dell’arenile o ad altro punto.

Osservazione all’ Art I.1.15 Strutture precarie temporanee (Spt)
Punto 1
Oggetto osservazione n. 3: Si chiede di inserire, all’interno dei materiali idonei al tamponamento delle Spt anche il vetro essendo il medesimo trasparente e resistente alle intemperie ed agli agenti atmosferici.
Oggetto osservazione n. 4: Al fine della corresponsione alle regole e calcoli statici riferiti alla nuova legge antisismica entrata in vigore nel Luglio 2009, si chiede di elevare la percentuale della superficie massima degli elementi strutturali sia verticali che orizzontali dal 25% al 35%
Si chiede di eliminare dal calcolo della suddetta percentuale, la proiezione a terra delle coperture perchè le medesime hanno una funzione importante di irrigidimento della struttura complessiva.

Osservazione all’ Art I.1.15 Strutture precarie temporanee (Spt)
Punto 2:
Oggetto osservazione n. 5: Si chiede di specificare che , anche all’interno del Parco del Delta del PO, le Spt possono essere tamponate con i materiali citati al punto 1 compreso il vetro.

Osservazione all’ Art I.1.16 Superficie coperta da strutture precarie fisse (Scf)
Punto 1:
Oggetto osservazione n. 6: Si chiede di eliminare dal calcolo della Scf l’area dei cavedi e chiostrine essendo i medesimi luoghi all’aperto privi di copertura. Si chiede di eliminare l’area dei cavedi e chiostrine anche negli altri articoli che la prevedono in conformità al RUE controdedotto ed approvato in quanto anche nel RUE e’ stata eliminata dal calcolo della Superficie Coperta la presenza di Cavedi e Chiostrine.

Osservazione all’Art I.2 Distanze
Punto 2
Oggetto osservazione n. 7: Si chiede di eliminare l’obbligo della distanza minima (se non in aderenza) di ml 3,00 fra Strutture Temporanee. Tale obbligo può restare solo in presenza di pareti finestrate. Inoltre si chiede di escludere dal computo della Superficie Coperta la proiezione a terra di tutti gli sporti di gronda, aggetti e pensiline per la quota di sporgenza inferiore a ml 1,5.
Punto 4
Oggetto osservazione n. 8: Si chiede di facilitare la leggibilità topografica e l’esatta posizione e conformazione morfologica delle dune esistenti tramite la elaborazione di un grafico opportunamente quotato al fine di stabilire senza equivoci o interpretazioni la sua dimensione e la validità e regolarità delle distanze minime da rispettare dal piede del corpo dunoso medesimo. Il piede del corpo dunoso dovrebbe essere fisicamente perimetrato sul posto con cordoli in legno di castagno. A fronte di Stabilimenti Balneari esistenti si chiede che le distanze previste dal piede della duna siano rispettate solo per di interventi di totale Demolizione e Ricostruzione o Ampliamenti che vanno ad incidere sulla distanza dalla duna medesima. I Nuovi stabilimenti Balneari dovranno rispettare sempre dette distanze.

Osservazione all’Art I.3 Altezze
Punto n 1
Oggetto osservazione n. 9: Si chiede di semplificare la norma riferita alla quota di partenza (+2.00) ai fini del calcolo dell’ altezza dei manufatti. Conseguentemente si chiede che le strutture possano impostarsi a + 0.50 dal piano di spiaggia esistente (chiamato piano di campagna nel restante territorio comunale). Questa proposta e’ totalmente indirizzata a creare un ulteriore elemento di protezione agli stabilimenti balneari dalle mareggiate e da gravi fenomeni atmosferici.
Oggetto osservazione n. 10: Si chiede di poter realizzare Spt (strutture precarie temporanee) sulla copertura degli Stabilimenti Balneari per una percentuale del 50% della superficie coperta esistente, compreso la possibilità di realizzare una scala di collegamento in legno che non produca Superficie Coperta. La richiesta e’ motivata dalla necessità espressa da tantissimi bagni di poter utilizzare il terrazzamento esistente per la sosta temporanea dei bagnanti e turisti e per valorizzare la visuale ed il panorama ambientale circostante (mare, pinete ecc). La percentuale del 50% di Spt da realizzarsi sulla copertura esistente dovrà essere esclusa dal calcolo previsto agli artt.II.22 e seguenti.

NB: In riferimento all’Osservazione n. 8, si fa presente che il QUADRO CONOSCITIVO NON contiene le tavole denominate: ANALISI DEGLI ELEMENTI a cui fare riferimento per la quota di impianto (+2 ml)
Le quote di impianto dove andiamo a cercarle?

Osservazione all’Art I.4 Articolazione usi dell’arenile
Punto n 2
Oggetto osservazione n. 11: si chiede di inserire anche una tipologia di struttura ricettiva (B.& B., R.T.A., area camper stagionale e/o simili) realizzabile a seguito di un progetto di riqualificazione di aree, all’interno di concessioni esistenti e da individuarsi di concerto con l’amministrazione comunale, con trasformazione della struttura edilizia esistente o di parte di essa, il tutto da realizzare con caratteristica costruttiva innovativa e bioedilizia.

Osservazione all’Art I.4.14 Strutture particolari
Punto n 1 e Punto n 2
Oggetto osservazione n. 12: Non e’ chiara la norma quando si afferma che per le strutture esistenti sono ammessi gli interventi di DR,MO,MS però al punto n 2 del medesimo articolo si dice che non si possono insediare nuove strutture di quella tipologia anche nel caso di Demolizione (D) di strutture esistenti. Chiediamo allora perchè al punto n 1 si ammette la DR cioè la demolizione con ricostruzione di strutture esistenti? Chiediamo che il punto n 2 venga riformulato nel seguente modo: “Sull’arenile e’ esclusa la possibilità di insediare nuove strutture di queste tipologie. La demolizione di quelle esistenti e la loro fedele ricostruzione e’ ammessa solo con la caratteristica innovativa con aumento del 10% della SC esistente, compreso la possibilità di effettuare la Manutenzione Ordinaria e Straordinaria.”

Osservazione all’Art I.5 Categorie di intervento urbanistico-edilizio
Punto n 3 (a)
Oggetto osservazione n. 13: Non essendo contemplata dal Piano dell’Arenile, si chiede di inserire nella Rinaturalizzazione Parziale della Struttura anche la demolizione parziale della struttura precaria fissa (Spf) esistente (intervento da collocarsi nella Manutenzione Straordinaria) e sua ricostruzione con una struttura interamente in legno o in bioarchitettura.

Osservazione all’Art I.8 Strutture precarie fisse
Punto n 3
Oggetto osservazione n. 14: Si chiede di chiarire in maniera esaustiva cosa si intende per “costruzioni in bioarchitettura CERTIFICATE ed ecologicamente compatibili”.
Riteniamo indifferibile la necessità che l’Amministrazione Comunale rediga un allegato al presente Piano dell’Arenile all’interno del quale vengano specificate le caratteristiche tecniche dei materiali ed i livelli prestazionali che si intende raggiungere e che tipo di certificazione il Comune intende ottenere. Si consideri che la Bioarchitettura contiene decine e decine di parametri di qualità (alcuni quasi irraggiungibili vedasi ad esempio l’acciaio austenitico) e asservirli tutti è decisamente impossibile. Il problema si risolve a seguito di quanto sopra richiesto.
Punto n 4
Oggetto osservazione n. 15: Si condivide l’obiettivo riferito alla Caratteristica Pilota. Si ritiene comunque non rinviabile la necessità che il presente Piano dell’Arenile produca un approfondimento tecnico al fine di formulare le necessarie considerazioni ambientali e tecnico-costruttive al fine di creare uno scenario di chiarezza progettuale ed operativa sia per il bagnino che intende operare in questa direzione , sia per la istruttoria degli Uffici Tecnici del Comune di Ravenna che dovranno valutare il progetto. Si chiede di chiarire che : I bagni individuati sotto la ricostruzione dunosa, possono comunque operare in conformità alla tabella della Superfici Coperte compreso la demolizione con ricostruzione, e che l’inserimento previo Piano di Recupero , sotto alla duna NON e’ obbligatorio ma e’ una scelta del bagnino.

Osservazione all’Art I.9 Strutture precarie temporanee (Spt)
Punto n 1
Oggetto osservazione n. 16: Come richiesto nella osservazione n 3, a fronte delle nuove Norme Antisismiche, riteniamo necessario elevare la percentuale dal 25% al 35%.
Punto n 2
Oggetto osservazione n. 17: Come richiesto nella osservazione n 3, si riconferma la necessità di inserire, in questo punto n 2, anche il vetro all’interno dei materiali di tamponamento temporaneo delle Spt e dopo la parola “e/o legno” aggiungere “ ecc.” come già il Piano ha scritto nell’art. I.1.15 punto n 1. Eliminare la parola”naturali”e sostituirla con la parola “leggeri” come già citato all’art I.1.15.

Osservazione all’Art I.11 Attuazione diretta semplice o condizionata
Punto n 4
Oggetto osservazione n. 18: Aggiungere dopo la parola Piani di Recupero …”DI INIZIATIVA PUBBLICA O DI INIZIATIVA PRIVATA”.
Punto n 6
Oggetto osservazione n. 19: Riteniamo che i PUAO e PUC debbano riguardare solamente i bagni che ne hanno espressamente bisogno e che abbiano la volontà di consorziarsi. Conseguentemente l’obbligo di un intorno minimo di n 10 bagni al fine di presentare il progetto di PUAO o PUC sia sovradimensionato, non motivato ed impraticabile. Si ritiene che un intorno minimo di n 2 bagni sia una grandezza sufficiente al fine di garantire la necessaria qualità di contenuti e qualità di proposte qualificanti, prevedendo un incentivo, in termini di premio di superficie coperta realizzabile in caso di integrazione funzionale tra 2 o più strutture adiacenti (+10% di Scf). Si chiede di rivedere la norma inserendo quanto richiesto. Gli stabilimenti balneari che vorranno accedere alla Caratteristica Pilota, potranno presentare il Piano di Recupero in forma singola.

Osservazione all’Art I.13 Ambiti a disciplina pregressa

Punto n 1
Osservazione n. 20: Non riteniamo giusta e tanto meno legittima questa norma. Si chiede che tutti i Progetti Unitari presentati ed approvati entro la data di adozione del presente Piano dell’Arenile, possano avere (se l’avente titolo lo ritiene opportuno) piena e totale attuazione ed esecuzione. In subordine, i suddetti Progetti Unitari, potranno avere attuazione ed esecuzione per quanto previsto ed approvato nella parte concernente la rimodulazione, il riordino delle Concessioni Demaniali (anche ampliamenti definitivi già approvati) compreso la razionalizzazione e l’uso degli interspazi. Si riconferma la necessità di creare condizioni favorevoli all’allargamento delle concessioni anche per le aree occupate da pertinenze demaniali dello Stato.

Osservazione all’Art II.15 Interventi nella componente Duna
Punto n 3
Oggetto della osservazione n. 21: Si fa notare un errore al comma 3 nella frase “…con riferimento ai successivi art.II.11”. Non esistono i successivi, esistono i precedenti .
Si chiede che Il Piano di Recupero che prevedono i manufatti sotto la ricostruzione del cordone dunoso, possa essere presentato anche in forma singola da unico stabilimento balneare senza alcun obbligo di consorzio con altri stabilimenti. Si chiede di specificarlo nelle norme. Il Piano di Recupero sarà di Iniziativa Privata.

Osservazione all’ Art II.16. Interventi nella spiaggia in stagione non balneare
Punto 1 lettera A) comma 5)
Osservazione n. 22: si chiede che il posizionamento dell’argine avvenga all’interno degli allineamenti previsti dal Piano dell’Arenile “Servizi alla balneazione” in quanto, diversamente si correrebbe il rischio di avere le dune di protezione troppo a ridosso delle strutture impedendo al contempo lo sviluppo di eventuali manifestazioni organizzate al di fuori della stagione balneare.

Osservazione all’Art II.20 e successivi – Strutture Precarie Temporanee e loro percentuali
Osservazione n. 23 di carattere generale che riguarda le percentuali di Superficie Coperta Temporanea realizzabili nelle diverse situazioni.:
A) Chiediamo che nel calcolo delle nuove percentuali riferite alla possibilità di realizzare Spt (Strutture Precarie Temporanee) in funzione della caratteristica costruttiva della Spf (Struttura Precaria Fissa), nel calcolo di detta percentuale venga esclusa la presenza delle pavimentazioni semplicemente appoggiate, telai frangivento come citato al precedente art I.9 comma 2, fioriere, arredi ed oggettistica in genere, posizionate nelle aree cosiddette polifunzionali interne alle concessioni demaniali.
In sostanza chiediamo che dette percentuali riguardino solamente le Spt in elevazione.
Per quanto riguarda le estensioni oltre l’allineamento della strutture precarie fisse di spazi pavimentati, si chiede che siano ammesse sulla base della sola autorizzazione ambientale e per una superficie massima pari al 50% della superficie coperta da Spf.

B) Chiediamo che i pergolati esistenti regolarmente autorizzati realizzati conformemente al progetto che non hanno le dimensioni previste dal presente Piano dell’Arenile, siano considerati a tutti gli effetti come Spt e che seguano le prescrizioni di un eventuale loro mantenimento anche nel periodo invernale a seguito di programmi ed iniziative proposte dai bagnini, anche per ciò che concerne la possibilità di tamponare l’intera Spt già autorizzata. Conseguentemente chiediamo che venga specificatamente chiarito nell’Art I.1.16 che le Spt con superficie superiore alla percentuale stabilita concorrono a determinare Scf solo per le nuove strutture o demolizioni con ricostruzioni che verranno presentate con regolare progetto successivamente alla data di Adozione del presente Piano dell’Arenile.

C) Chiediamo che, all’interno dell’Allineamento dei servizi alla balneazione, per spiagge di una certa profondità, venga prevista un’ eccezione al divieto di installazione di Spt e quindi ammessa la presenza di:
– mezzi porta lettini su ruote, funzionali alla raccolta dei lettini, realizzabili con un abaco da concordare con il Comune, destinati, al termine delle giornata, ad essere poi trasportati in apposito spazio attiguo allo stabilimento (trattasi di strumenti dotati di grandissima utilità nelle zone ove la spiaggia è particolarmente lunga e non è possibile, durante il giorno, utilizzare i depositi dello stabilimento);
– Chiosco/punto ristoro funzionale all’allestimento di un servizio di somministrazione di alimenti e bevande, vicini alla zona destinata alla posa degli ombrelloni, garantendo un servizio utile ai clienti particolarmente distanti dal bar principale;
rispetto all’abaco si propone un punto d’ombra stagionale, precario e amovibile, non rientrante nella superficie coperta, attrezzato sia per il ristoro degli utenti dell’arenile o, in alternativa, come punto di informazione; dovrà essere realizzato in struttura verticale, in materiale ligneo, con possibilità di tamponamento fisso fino a ml. 1,20 da terra e copertura in materiale leggero; la loro superficie, escluso gli elementi a sbalzo, non potrà superare i 16 mq. di superficie e l’altezza, alla gronda, di ml. 3; la loro funzione è pertinenziale e funzionale a quella dello stabilimento balneare cui ineriscono.

Osservazione all’Art V.1 Obiettivi di località.
Oggetto della osservazione n. 24: Si chiede di inserire un nuovo Obiettivo di Località a Punta Marina Terme riferito alla realizzazione del Centro Operativo di Salvataggio la cui localizzazione deve essere sancita all’interno della nuova area polivalente già individuata. L’obiettivo di località deve anche sancire la possibilità che il Centro Operativo di Salvataggio (a fronte della particolarità e specificità pubblica dell’uso) possa essere realizzato su due piani con torretta meteo ed una Superficie Coperta di mq. 100 escludendo i terrazzamenti.

Osservazione all’Art VI.2.4. Ampliamenti delle Concessioni demaniali e/o delle proprietà private
Punto n 2 e n 3
Oggetto dell’osservazione n. 25: Si chiede di mantenere la possibilità di ampliare le concessioni demaniali a Nord e Sud stagionalmente con la medesima procedura amministrativa oggi esistente. Rinviare a PUC e/o Piani di Recupero ed alla luce dei tempi lunghissimi della loro approvazione, contrasta con la reale emergenza e necessità e con quanto sancito al punto n 3 quando si dice che questi ampliamenti dovranno essere concordati con l’Amministrazione per ogni singola stagione. Noi crediamo che le zone soggette ad erosione debbano essere stabilite anno per anno dalla Amministrazione Comunale nel periodo invernale e poi dare la possibilità ai bagni che rientrano nelle aree di erosione sopradette di accedere all’allargamento delle concessioni a fronte di una semplice richiesta entro il mese di febbraio/marzo di ogni singolo anno a seguito dell’emanazione della Circolare Regionale. Riconfermiamo che gli ampliamenti alle concessioni già approvate nei Progetti Unitari potranno avere seguito così come già citato alla precedente osservazione n 20 riferita all’art. I.13.

Osservazione all’Art VII.1 Prescrizioni
Punto n 3
Oggetto dell’osservazione n. 26: Si chiede che l’adeguamento dei bagni esistenti (che hanno SC superiore ai limiti definiti nella Tabella delle Superfici Coperte) debba obbligatoriamente avvenire solo a fronte di totale demolizione e ricostruzione. Cassare la parola Manutenzione Straordinaria e sostituirla con Demolizione e Ricostruzione (DR).

Osservazione all’Art VII.3 Disposizioni particolari relative all’Elaborato Gestionale
Punto n 1
Oggetto dell’osservazione n. 27: Si chiede che il titolare delle strutture, abbia l’obbligo di aggiornare il Censimento Strutture solo a seguito di interventi che eccedono la Manutenzione Straordinaria. Conseguentemente, si chiede di cassare la parola Manutenzione Ordinaria.

Osservazione di carattere generale riferita alla Tabella delle Superfici Coperte
Oggetto della osservazione n. 28: Al fine di incentivare l’uso del legno e della Bioarchitettura (buona idea del Piano dell’Arenile), si chiede un premio per i bagni che opereranno con Caratteristica Innovativa (legno). (Reale Opportunità imprenditoriale che il Piano deve offrire)
Il premio consiste nel poter aumentare del 10% la Scf esistente.
Ulteriore premio consiste nel poter realizzare il 50% di strutture in altezza sulle coperture esistenti senza modificare la Sc della tabella. L’obbligo della altezza a ml 4.00 e’ una scelta dell’Amministrazione che può essere tranquillamente ridiscussa e perfezionata.
L’aumento del 10% di Scf per la Caratteristica Innovativa (legno) potrà essere conguagliato riducendo della stessa percentuale i bagni con Caratteristica Modulare (prefabbricazione in calcestruzzo).
Raggiungere l’obiettivo di un bagno in legno, vuole dire pensare ad un investimento economico medio di circa 500.000,00 euro. Se non si incentiva, nessuno passerà mai dalla Caratteristica Modulare alla Caratteristica Innovativa.

Osservazione di carattere generale Norma Transitoria ( Errori o Difformità del Piano )
Oggetto della osservazione n. 29: Riteniamo necessario creare le condizioni affinchè eventuali errori o difformità che si potranno rilevare all’interno degli atti tecnici componenti il Piano dell’Arenile durante la sua gestione ed attuazione nel prossimo futuro, possano essere modificati e corretti senza dover fare una variante al medesimo Piano. Conseguentemente chiediamo venga inserita una norma che tenga conto di questa possibilità e che la soluzione venga prodotta da una Determina Dirigenziale a seguito di presentazione di semplice Autocertificazione con Atto Sostitutivo di Notorietà da parte del concessionario e/o bagnino titolare. Esempio: difformità fra la individuazione grafica della posizione di un bagno, della posizione della Concessione o del regime patrimoniale della concessione, difformità riferita allo stato di fatto delle Superfici Coperte esistenti, non rappresentazione di stabilimenti balneari esistenti ecc.

Osservazione di carattere generale agli Elaborati Prescrittivi (Analisi delle Componenti Territoriali Tavole P1.1 P.1.27
Oggetto della osservazione n. 30: Dalla lettura degli elaborati di cui sopra risulta che la occupazione di aree soggette alla ricostruzione del cordone dunoso, copre completamente e compromette definitivamente alcune aree soggette a regolare concessione demaniale, eliminando completamente le zone di spiaggia destinate all’ombreggio. Infatti la proposta di ricostruzione del cordone dunoso in alcuni casi e’ in aderenza alla fascia di libero transito.
Si chiede di rivedere il profilo a mare della proposta di ricostruzione di detto cordone dunoso salvaguardando le concessioni demaniali esistenti e le aree interne ad esse destinate ad ombreggio organizzato.

Osservazione alla Tavola P.1.8 Analisi delle Componenti Territoriali
Oggetto della osservazione n. 31: Al fine di un reale utilizzo e regolare accessibilità sia da monte che da mare delle aree per Rimessaggio Natanti, si chiede di ampliare le aree in concessione ad ovest (a monte) ed ad est (a mare) allineandosi con le concessioni esistenti dei bagni confinanti. Si precisa che dette aree per Rimessaggio natanti sono normalmente collocate fra i due stabilimenti balneari.

Osservazione di carattere generale agli Elaborati Prescrittivi (Analisi delle Componenti Territoriali Tavole PI.1 PI.27
Oggetto della osservazione n. 32: Si chiede di spostare verso est l’allineamento delle strutture precarie fisse di ml 20 la ove la profondità della spiaggia lo permette. Vedasi ad esempio la località di Marina di Ravenna, Porto Corsini, Marina Romea ed altre al fine di agevolare gli interventi gestionali ed incentivare un uso razionale degli spazi.

Osservazione di carattere generale riferita allo snellimento delle procedure.
Oggetto della osservazione n. 33: Ai fini dello snellimento e semplificazione delle procedure tecnico-amministrative ed ai fini di una reale assunzione di responsabilità da parte degli operatori di spiaggia , si chiede che tutti gli interventi che si vogliono effettuare all’interno dell’area in concessione, ad esclusione degli interventi che necessariamente devono essere oggetto di parere anche della CQAP quali: Spf (Stabilimento, Cabine) e delle Spt in elevazione (pergole, ecc.) vengano solamente COMUNICATE dal titolare del Bagno anno per anno al Comune unitamente ad un Atto Sostitutivo di Notorietà all’interno del quale si garantisce la conformità al Piano dell’Arenile ed alla relativa tabella delle superfici coperte allegando anche un grafico esplicativo. Questa autocertificazione ( che sottomette chi lo firma, a fronte di dichiarazione mendace , al Codice di Procedura Penale ) riguarda tutta quella moltitudine di piccoli interventi quali, fioriere, percorsi a terra, ombrelloni di paglia , paletti, vasi, vasetti , portacenere con paletto infisso sulla sabbia ecc. che noi chiamiamo
“Apparecchiatura della Spiaggia“ che ogni anno può variare e che oggi purtroppo devono attendere parecchi mesi per la loro approvazione e tante volte vengono approvati quando l’intervento richiesto non interessa più. Se necessario il Comune deve concordare la suddetta procedura con gli Enti Pubblici che hanno competenza in materia quali Soprintendenza, Parco del Delta, Dogana, Demanio ecc. ed inserire nel presente Piano dell’Arenile la norma che espliciti e consenta quanto sopradetto.

Osservazione di carattere generale alle tavole grafiche del Quadro Conoscitivo
Oggetto della osservazione n. 34: Nelle tavole del Quadro Conoscitivo denominate “Analisi delle Componenti Territoriali”, sono state rappresentate, a ridosso degli stabilimenti balneari, delle campiture a righe diagonali colore marrone. Tale campitura non e’ riportata in Legenda conseguentemente non si intende a cosa si riferiscono. Inserire in Legenda la specifica richiesta.

Osservazione di carattere generale sul Restyling dei bagni
Oggetto della osservazione n. 35: Si chiede che gli Stabilimenti Balneari oggi costruiti con Caratteristica Modulare, a fronte di un totale Restyling esterno eseguito con totale rivestimento in legno, questi Stabilimenti passino automaticamente dalla Caratteristica Modulare alla Caratteristica Innovativa. Logicamente, il Restyling verrà effettuato a seguito del progetto regolarmente presentato ed approvato.

Osservazione di carattere generale riferita alla attuazione del M.B.E.
Oggetto della osservazione n. 36: Si chiede di applicare un premio maggiore agli stabilimenti balneari che applicano il M.B.E. Premio riferito alle percentuali di Spt . Chiediamo che a fronte di interventi di M.B.E. il previsto 50% per il Modulare passi all’80% e che il 70% previsto per l’Innovativa passi al 100%. Riteniamo che questo incentivo sia equilibrato e giustificato rispetto all’importante investimento economico da sopportare ai fini del raggiungimento dell’obiettivo che si prefigge l’M.B.E.

Osservazione di carattere generale riferita al calcolo delle Superfici Coperte
Oggetto della osservazione n. 37: Si chiede che il Piano dell’Arenile contenga una norma che escluda dal calcolo delle Superfici Coperte tutti i sottoservizi quali: rete fognaria, canalizzazioni elettriche, gas ed acqua ecc.

Osservazione di carattere generale sulle aree Polifunzionali e Rimessaggi Natanti
Oggetto della Osservazione n. 38: Al fine di agevolare le iniziative sportive e ricreazionali specialmente a ridosso di quei bagni di modeste dimensioni con Concessioni Demaniali ridotte, si chiede di aumentare la individuazione di dette Aree Polifunzionali al fine di aumentare le occasioni lavorative . Inoltre si chiede che su richiesta specifica dei bagni, annualmente e per periodi prestabiliti, anche in assenza di specifica previsione sulle tavole del Piano dell’Arenile, possano essere concesse aree Polifunzionali sulle quali attivare iniziative sportive e ricreative esempio: campi da Beach Volley, Racchettone, Baby Parking ecc.
Si chiede inoltre di aumentare la individuazione di aree per Rimessaggio Natanti ed anche in assenza di detta previsione, possano essere concesse dette aree per il solo periodo stagionale a chi ne fa regolare richiesta.

Osservazione di carattere generale sui bagni “inseriti” di Lido di Savio
Oggetto della Osservazione n. 39: Manca ogni riferimento ai cosiddetti “bagni inseriti” di Lido di Savio.
Bagni inseriti: negli anni 70, nel momento della massima erosione a Lido di Savio alcune concessioni (4), essendo rimasta pochissima spiaggia, furono dislocati nella parte Sud e “inseriti” provvisoriamente fra una concessione e l’ altra, attribuendo un fronte di 20 metri e praticamente annullando ogni interspazio fra le concessioni. Ben consci del sovraffollamento che si determinava a Lido di Savio Sud, il dettato fu “concessioni larghe 20 metri e solo in attesa che si riformi la spiaggia nelle zone di provenienza”. Nel Piano di Arenile tuttora vigente è scritto
“Nel progetto unitario di Lido di Savio Nord dovrà essere affrontato il problema della ricollocazione degli stabilimenti balneari temporaneamente trasferiti nella zona sud”.
Chiediamo che venga inserito un articolo che richiami la soluzione a questo problema.

Piano Arenile: la nostra relazione presentata al convegno del 5 ottobre 2009 all’Hotel Holiday Inn

CONSIDERAZIONI E RIFLESSIONI SUL PIANO DELL’ARENILE 2009 ADOTTATO CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 74495/128 DEL 16 LUGLIO 2009

INTRODUZIONE:

L’intento e l’obiettivo che, come Cooperative, unitamente a tutte le Associazioni, ci siamo sempre prefissi e’ stato ed è quello di arrivare all’ approvazione del nuovo Piano dell’Arenile avendo percorso una strada contraddistinta dalla massima ed ammissibile partecipazione e collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Ravenna.
Collaborazione e partecipazione che è stata condivisa e che si è tradotta in una serie di incontri e riunioni che fino ad ora hanno portato alla definizione dello strumento urbanistico recentemente adottato dal Consiglio Comunale e che noi oggi andiamo ad analizzare.
Le Cooperative condividono l’impianto strategico del piano, le sue finalità di miglioramento della qualità economico-turistica della spiaggia e di sostenibilità ambientale.
Rispetto alla prima bozza a suo tempo presentata, quella attuale in adozione presenta significativi miglioramenti, anche se è opportuno procedere insieme ad ulteriori approfondimenti.

CONTENUTI
Appare immediata la sostanziale differenza ed il salto di qualità, in termini di contenuti fra il Piano dell’Arenile del 1996 e quello attuale, oggetto del dibattito odierno, infatti dobbiamo, per onestà intellettuale, prendere atto dell’enorme mole di lavoro che i funzionari del comune hanno prodotto. Fino ad arrivare, fra le altre cose, alla redazione della “Carta di Identità “ di ogni singolo Stabilimento Balneare, alla schedatura dello stato di fatto delle Spiagge ed alla schedatura dello stato di fatto delle Dune esistenti , applicando, su queste, criteri di valore naturalistico-ambientale diversificati. Ovviamente riteniamo opportuno invitare i Bagnini a verificare i dati numerici dello stato di fatto scritti nelle schede riferite ai loro Stabilimenti Balneari al fine di comunicare al Comune eventuali difformità o correzioni da apportare.

All’interno del percorso di partecipazione citato in precedenza, non e’ possibile trascurare un dato incontrovertibile e cioè: esistono Leggi sovracomunali inderogabili (anche per il Comune) che regolamentano l’arenile, per le quali è impensabile chiedere, da parte nostra, di non tenerle in considerazione. Piano Paesaggistico Regionale, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, le Leggi sulla Tutela del Paesaggio, etc..
Queste Leggi sovracomunali regolamentano anche i territori soggetti a Vincolo Paesaggistico.

Quello che chiediamo all’ Amministrazione è che là ove esistano margini di legittima interpretazione, questi vengano affrontati al fine di aiutare il più possibile gli Operatori di Spiaggia, i Bagnini, in modo tale da poter migliorare la loro attuale situazione e raggiungere nuovi obiettivi finalizzati alla migliore, più qualificata e moderna offerta turistica.

La spiaggia ravennate, che si estende per circa 35 Km, dove insistono circa 210 stabilimenti balneari, è un’area soggetta a Vincolo Paesaggistico, con circa il 60% di spiaggia libera, e le opere da realizzare sono obbligatoriamente soggette alle regolamentazioni citate in precedenza e purtroppo ad un Iter tecnico-burocratico di estrema lentezza e complessità, per il quale si chiede all’Amministrazione Comunale di attivare tutte le metodologie e gli strumenti in suo possesso al fine del raggiungimento dello snellimento delle procedure, riducendo i tempi di attesa e la mole di documentazione cartacea da presentare. Ci permettiamo di suggerire un’ attivazione costante delle Conferenze di Servizi e si pensi anche ad un Protocollo di intesa fra il Comune e gli Enti preposti al parere i quali, a seguito della loro approvazione del Piano dell’Arenile, possano evitare di formulare ulteriori pareri sui singoli progetti.

NEL MERITO DEL PIANO DELL’ARENILE
Come detto in precedenza, questo Piano oltre ad incidere sulla riqualificazione dell’ambiente, risparmio energetico, tutela delle eccellenze, ha recepito molti problemi e creato anche condizioni di reale fattibilità, e crediamo vi sia ancora lo spazio per giungere ad un ulteriore miglioramento ed ad una forte condivisione specialmente in riferimento, ad esempio, alla possibilità di migliorare ulteriormente e rendere più efficente il meccanismo di incentivazione, anche in termini di Superficie Coperta, a fronte della demolizione di un bagno oggi in calcestruzzo e sua ricostruzione con Caratteristica Innovativa (Legno). La diversificazione delle tre tipologie previste dal Piano è certamente elemento di distinzione e qualità; a parere nostro, questa diversificazione serve per incentivare il passaggio dal tradizionale, e oramai obsoleto, calcestruzzo alla tecnica del legno.

Coscienti e consapevoli che la Legge Regionale impone come obiettivo la riduzione delle superfici impermeabili e conseguentemente la riduzione delle superfici coperte, e coscienti che nella tabella delle superfici il totale deve essere negativo, è comunque pensabile ed auspicabile, verificandone la fattibilità, di incidere ulteriormente sulle superfici dei bagni che restano in calcestruzzo promuovendo al contario quei bagni che, a fronte di un investimento economico di molte centinaia di migliaia di euro, passino completamente alla tecnologia del legno (Caratteristica Innovativa).

Vogliamo sottolineare anche il disorientamento e la forte incertezza per il futuro degli Stabilimenti Balneari inerente alla questione in corso di dibattito e riferita a: “Cosa succedera’ quando le Concessioni scadono; verranno rinnovate oppure partiranno le aste pubbliche?”, tema ancora più sentito dopo la recente impugnativa da parte del governo della nuova legge regionale che propone la possibilità di prolungare le concessioni attuali sino a 20 anni.

Condividiamo l’azione promossa dal nuovo Piano dell’Arenile in merito alla soluzione dell’annoso problema riferito alle Strutture Precarie Temporanee (Pergolati) che, in un rapporto pubblico -privato ed a fronte della possibilità del mantenimento di dette strutture in loco, impegna il bagnino ad attivare alcune iniziative invernali. Crediamo vadano verificate la congruità delle Norme di Attuazione del Piano dell’Arenile a seguito della Nuova Legge Antisismica in vigore da Luglio 2009.
Altro esempio, sulla questione delle percentuali riferite alla possibilità di realizzare le nuove Strutture Precarie Temporanee; per queste, riteniamo opportuno che si intendano solamente i nuovi pergolati e/o strutture in elevazione escludendo dal conteggio le pavimentazioni amovibili.

Crediamo che, all’insegna di un ragionamento di equilibrio urbanistico e di non retroattività, i Pergolati esistenti, realizzati con regolare autorizzazione (DIA), debbano essere trattati alla stregua dei nuovi pergolati che si andranno a realizzare con il nuovo regolamento.
E’ per noi difficile condividere il concetto che questi pergolati, regolarmente autorizzati, corrano il rischio di passare da Superfici Precarie Temporanee a Superfici Precarie Fisse aumentando di fatto la Superficie Coperta Fissa con il rischio di doverli comunque eliminare in toto o in parte.

Conseguentemente riteniamo opportuno che le Norme di Attuazione del Nuovo Piano dell’Arenile contengano una norma che sancisca il ruolo di non retroattività del piano stesso.
Tutto quello che è stato realizzato conformemente alle autorizzazioni ottenute resta valido e si sottomette alle nuove regole e disposizioni solo nel caso di nuovi interventi eccedenti la Ristrutturazione Edilizia.

Novità importante è la previsione delle Aree Polifunzionali che il Piano ha individuato.
Aree Polifunzionali ad uso temporaneo che permetteranno di arricchire il nostro litorale con attività sportive e ricreazionali finalizzate alla promozione dell’interesse e partecipazione collettiva.
Riteniamo positiva anche l’ individuazione di nuove aree per il rimessaggio natanti. Queste aree porteranno al riordino e razionalizzazione delle spiagge offrendo un servizio necessario al turismo. Su queste aree riteniamo si debba redigere una più approfondita specificazione dei confini di pertinenza (futura concessione Demaniale) al fine di garantirne l’accesso da monte e l’accesso da mare.

Le Cooperative sottolineano la necessità di affrontare positivamente alcune questioni importanti come:
– Dare piena attuazione ai Progetti Unitari regolarmente approvati dall’Amministrazione Comunale;
– Ridurre il numero dei partecipanti ai futuri Progetti Unitari passando da n. 10 bagni a n. 2 bagni;
– Ammettere allargamenti stagionali temporanei delle Concessioni anche in zone di non erosione laddove le condizioni topografiche ed ambientali lo consentano;
– Regolamentare ed ammettere l’uso delle coperture/terrazze dei Bagni, al fine di realizzare viste panoramiche sul mare e la pineta, e zone di relax accessibili ai bagnanti;
– Regolamentare la possibilità di fronteggiare la problematica delle mareggiate ammettendo barriere ed ammettendo la sopraelevazione del piano di calpestio dei bagni stessi;
– Regolamentare, applicando procedure estremamente semplici, la possibilità di correggere eventuali errori presenti nel Piano riferiti ai singoli stabilimenti Balneari, errori numerici e grafici che dovranno essere risolti semplicemente dal Servizio Edilizia Privata.

LE DUNE E LA CARATTERISTICA PILOTA
Il Piano dell’Arenile introduce un livello di attuazione e di prestazione estremamente importante e desideroso di approfondimento.
Infatti dalla lettura delle tavole grafiche si evince la presenza di un ridisegno chiamato “Ricostruzione del Cordone Dunoso“. Dune storiche e dune artificiali che ripercorrono e conformano l’antico andamento morfologico ricostruito a seguito analisi e ricerche sulle vecchie mappe che prevedono anche l’inserimento, all’interno delle stesse dune artificiali, degli Stabilimenti Balneari, definendoli come Caratteristica Pilota.
La riteniamo una proposta che necessariamente deve essere ulteriormente approfondita, sia in termini gestionali, che in termini tecnici – attuativi. Riteniamo che il passaggio alla Caratteristica Pilota debba nascere da una libera scelta in piena coscienza ed autonomia da parte dell’Operatore di Spiaggia, proprietario dello Stabilimento Balneare, che si traduce nella presentazione al Comune di un Piano di Recupero di Iniziativa Privata, chiedendo di attivare le necessarie procedure. Diversamente, questi Stabilimenti Balneari, pur collocati graficamente sotto alla Duna artificiale, dovranno mantenere i diritti e doveri degli altri stabilimenti.

Riteniamo comunque che sia importante approfondire la questione anche in termini realizzativi, studiando le metodologie riferite alla realizzazione delle dune artificiali e le metodologie di realizzazione dei bagni che, a parere nostro, potrebbero essere realizzati anche sopra alla duna artificiale, o miste, in parte sotto alla duna, a livello spiaggia (utilizzando il bagno esistente) e in parte sopra. Siamo disponibili ad attivare uno Studio di Fattibilita’ (Studio Pilota), inteso come progetto partecipato, unitamente all’Amministrazione Comunale.

LA C.Q.A.P.
La C.Q.A.P. e’ Organo Istituzionale previsto dalla Legge Regionale e svolge un ruolo in piena autonomia all’interno del percorso procedurale riferito al rilascio delle Autorizzazioni e/o Permessi di Costruire formulando pareri consultivi e dettando prescrizioni atte al miglioramento della qualità progettuale e ricerca delle compatibilità ambientali e paesaggistiche. Il bisogno che emerge è quello che il singolo Bagnino possa progettare all’interno di una griglia di intenti (chiamiamole coordinate progettuali), che la C.Q.A.P. stessa potrà formulare attraverso la redazione di un documento che sancisca e chiarisca le finalità e gli obiettivi da raggiungere. A fronte di questo nuovo Piano dell’Arenile sentiamo la necessità di confrontarci positivamente, sentiamo la necessità di elevare il tono della progettazione, sentiamo la necessità di raggiungere livelli di qualità, chiediamo, a fronte di questo, la semplificazione del linguaggio, il pragmatismo dei pareri espressi. Riteniamo importante richiedere che gli atti amministrativi, qualsiasi atto esternato, non debba essere redatto e formulato solo per gli addetti ai lavori, ma debba essere scritto in modo tale da rivolgersi al cittadino, anche il più umile, e questo cittadino deve essere messo in condizione di poter capire il problema e conseguentemente poter ottemperare alle richieste ed obiettivi dell’ Amministrazione Comunale.

CONCLUSIONI
A seguito e coerentemente ai contenuti di questa breve riflessione, le Cooperative presenteranno le necessarie Osservazioni, ritenendole strumento di lavoro finalizzato ad un approfondimento puntuale e specifico delle singole e specifiche tematiche proposte dal Piano dell’Arenile, fiduciose che il percorso di confronto da tempo intrapreso proseguirà fino al raggiungimento del massimo livello partecipativo ammesso ed ammissibile.

Piano Arenile: il nostro documento di indirizzi generali

DOCUMENTO DI INDIRIZZI DELLA COOPERATIVA STABILIMENTI BALNEARI DI RAVENNA E CONFESERCENTI.

Proposta redatta dall’Architetto Loris Bertazzini
consulente della Cooperativa Stabilimenti Balneari di Ravenna

Preso atto che la regolamentazione dell’uso della spiaggia, intesa come bene della collettivita’ indirizzata ad attivita’ ricreative e turistiche ( con conseguente immediato coinvolgimento delle strutture operatrici su essa collocate finalizzate alla promozione, incentivazione e gestione diretta delle attivita’ citate in precedenza), scaturisce da leggi sovracomunali ( Regionali e Provinciali) e da regolamentazioni Comunali tramite la redazione ed approvazione del “PIANO DELL’ARENILE”;

Condividendo il concetto ( gia ampiamente espresso in precedenti azioni) riferito al rispetto e conservazione dell’ambiente della natura, della flora e della fauna, questa Cooperativa Stabilimenti Balneari di Ravenna sottolinea che i meccanismi di tutela ed i piani di fruizione ed utilizzo ( vedasi piano dell’arenile) vanno misurati con valutazioni di sostenibilita’ ambientale vista non come rigido vincolo esclusivamente finalizzato alla tutela e conservazione immobile e museale del patrimonio naturale, ma ambiente come presenza costante a fianco delle attivita’ umane, ambiente come complemento delle attivita’ umane.

Crediamo si debba “Ripensare” il tradizionale modello della pianificazione vincolistica a tutti i costi che tante volte danneggia e mortifica disincentivando la leale ed onesta economia, dobbiamo inserire all’interno del nuovo “Pensiero della Pianificazione” trame e principi di compatibilita’ fra ambiente ed attivita’ umane individuando forme di incentivazione e promozione finalizzate alla concreta realizzazione di architettura di qualita’ funzionalmente moderna che corrisponda sempre piu’ alle reali e mutate esigenze del turismo balneare ed al passo coi tempi parallelamente ad un costante coinvolgimento degli addetti ai lavori ( anche operatori di spiaggia) riferito alla protezione , tutela , mantenimento e restauro dell’ambiente naturale al fine di garantire ( come citano le Direttive Regionali del 2002) la conservazione e la tutela degli ecosistemi locali costieri di foce e marini. .

Una riflessione serena ed un invito alle Amministrazioni preposte alla programmazione e pianificazione territoriale dell’arenile, deve essere rimarcata in riferimento al fatto che qualsiasi regolamentazione di settore o specifica, puo’ incidere negativamente sulle reali possibilita’ di modernizzazione e riorganizzazione delle attivita’ lavorative e delle aziende che operano sulla spiaggia e che dalla medesima traggono il proprio reddito ed il reddito di tutti i nuclei famigliari che all’interno vi lavorano.Ricordiamo che le aziende che operano in spiaggia subiscono fortemente le influenze della richiesta e le flessioni economiche locali o nazionali , e per poter stare alla pari sul mercato del turismo e dare una risposta di qualita’ ed una offerta qualificata e diversificata al fine di diventare poli di attrazione dei flussi turistici incrementando anche l’economia locale, abbisognano delle medesime necessita’ di ristrutturazione , riorganizzazione e rigenerazione dell’attivita’ pari a qualsiasi altra azienda commerciale , artigianale o industriale ecc.

Conseguentemente a quanto sopra esposto, si elencano le esigenze e le problematiche sorte a distanza di circa sei anni dalla entata in vigore del Piano dell’Arenile vigente e si riassumono come a seguito esplicitato:

1) Riteniamo inderogabile la redazione da parte dell’Amministrazione Comunale di un reale stato di fatto della bretella di spiaggia con rilievo e individuazione grafica delle presenze edilizie e delle presenze delle dune. Per quel che riguarda le dune, riteniamo un punto fermo identificarne topograficamente e morfologicamente i profili al fine di sancirne ufficialmente la presenza e la conformazione e conseguentemente definirle fisicamente sul luogo con protezioni in legno e consegnarle per il loro mantenimento agli operatori di spiaggia.
Questo riconoscimento e definizione fisica rimarrebbe un punto di riferimento preciso ai fini della presentazione di progetti edilizi da parte degli stabilimenti balneari ed un punto di riferimento oltremodo preciso per l’Amministrazione Comunale in sede di controllo e verifica delle attivita’ di spiaggia sancendo il principio che la Cooperativa condivide e cioe’ :”Le dune vanno salvaguardate e mantenute”.

2) Riteniamo opportuno chiarire un’altro aspetto importante che fa riferimento alle Direttive Regionali in riferimento alla percentuale del 20% di spiaggia libera della linea di costa emiliano-romagnola.
Chiediamo che l’Amministrazione Comunale di Ravenna in accordo con la Provincia e Regione applichi la percentuale sopradetta a livello territoriale comunale, conseguentemente comune per comune dovra’ adeguarsi al richiesto 20% al fine di non creare situazioni di disparita’. .
In riferimento a quanto detto, riconfermiamo la necessita’ di dotarci di uno “Stato di Fatto” che dovra’ essere analizzato, verificato e successivamente condiviso sia dalla Cooperativa Stabilimenti Balneari di Ravenna sia dall’Amministrazione Comunale di Ravenna.
Al fine di giungere il piu’ velocemente possibile alla redazione, da parte dell’Amministrazione Comunale, dello stato di fatto della linea di costa ed ad un reale monitoraggio delle strutture esistenti, questa Cooperativa e’ disposta ad attivare, fin da ora, tutti i meccanismi in suo possesso per conferire all’Ufficio Tecnico del Comune qualsiasi notizia, informazione o documentazione necessaria per un profiquo contributo e collaborazione.

3) Perseguire l’obiettivo della qualita’ edilizia e del riordino ambientale e’ per noi argomento condiviso.
Riteniamo pero’, al fine di perseguire tale finalita’, riformulare il concetto di struttura edilizia nel seguente modo:
Salvo restando l’obiettivo dell’Amministrazione riferito alle Superfici Coperte ( strutture fisse) e loro percentuale da raggiungere sulle quali comunque cerchiamo di promuovere un compromesso che da un lato persegui le indicazioni della Regione ma dall’altro colga la reale necessita’ logistica riferita agli indispensabili spazi di lavoro funzionali e vitali per gli operatori di spiaggia, chiediamo alcuni correttivi alla normativa che permettano di ricavare spazi di servizio nel sottotetto tramite la possibilita’ di modificare le strutture terrazzate esistenti e ricavare tetti in falda con conseguente innalzamento dell’altezza massima degli stabilimenti balneari.
INTRODURRE MECCANISMO PREMIANTE PER I COMPORTAMENTI VIRTUOSI (+ METRI QUADRI PER CHI USA MATERIALI ECO-COMPATIBILI O TETTI FOTOVOLTAICI O FORNISCE CERTIFICAZIONI DI QUALITA’)

RICAVARE NEI PIANI RIALZATI QUEGLI SPAZI (RISCALDATI) NECESSARI ALLO SVILUPPO DEL PROGETTO “MARE D’INVERNO”

La Regione su questo punto non detta alcun vincolo di altezza se non quello citato : “limitare l’impatto visivo con particolare attenzione all’altezza”.
Il passaggio da ml 4.00 ( altezza massima attualmente concessa) a ml 6,50 al colmo con falde spioventi (che si propone), non pregiudica l’impatto visivo e vengono comunque salvaguardate le visuali prospettiche sulle pinete.

A seguito della possibilita’ di modificare le coperture come detto in precedenza, vi e’ l’impegno di questa Cooperativa a bonificare eventuali presenze di lastre di eternit.
Dette coperture potrebbero essere realizzate con strutture lignee abbandonando la tradizione della prefabbricazione e del calcestruzzo.

Sancire che le strutture precarie non rientranti nella Superficie Coperta, sono tali perche’ realizzate con accorgimenti tecnici e tecnologici che permettono il loro facile smontaggio e non la demolizione e pur mantenendo la loro specificita’ tipologica, le medesime possono restare montate anche nel periodo di chiusura dello stabilimento balneare.
Si consideri che dette strutture , che dovranno obbligatoriamente essere realizzate con materiale d’arredo,devono essere costruite ( pur nella precarieta’) in modo da far fronte e resistere alle intemperie ed ai repentini mutamenti climatici e conseguentemente con sezioni idonee a tale scopo.
I pergolati sono strutture precarie perche’ costruite in arredo con tecnologie atte allo smontaggio ma smontarle e montarle ogni stagione oltre degradare la struttura stessa, comporta il reperimento di depositi o magazzini non sempre disponibili e sempre con grande disagio degli operatori.
A seguito di questo, un’azione di bonifica delle pavimentazioni fisse ( quelle che dovrebbero solo essere appoggiate) puo’ essere sicuramente attuata da questa Cooperativa.

Riteniamo incomprensibile che a fronte di una distanza fra fabbricati inferiore a ml 3, lo spazio intermedio sia considerato come Superficie Coperta. Questo comporta di dover addottare soluzioni tecniche riferite alle coperture di scarsa qualita’ architettonica.
Riteniamo che detta regola debba essere inserita solamente a fronte di nuova edificazione e non applicarla negli insediamenti esistenti.

Un punto sul quale riteniamo indispensabile riflettere sulla norma vigente, riguarda la grandezza del locale per il riposo degli addetti e di guardiana.
Si ritiene abbondantemente insufficiente il vano da 14 mq .
Detta insufficienza e’ motivata dal fatto che generalmente la conduzione dello stabilimento balneare e’ a gestione famigliare e prevede la presenza mediamente di circa n 3 persone.
Vi sono gestori con la loro famiglia che non risiedono a Ravenna o in localita’ vicine e per loro, non vi sono possibilita’ di riposo se non quella di ritornare alla loro residenza.
Si consideri poi, che uno stabilimento balneare alle 6 di mattina e’ gia’ operante.
La proposta che si presenta e’ quella di regolamentare non piu’ uno spaziodi “Guardianìa” ma un “Alloggio di Custodia” di circa 40 mq.
AGGIUNGERE FOTOVOLTAICO
VERIFICARE SMALTIMENTO ETERNIT

4) Un aspetto importante da affrontare e’ riferito alle difese da apporre ai fenomeni atmosferici quali
innalzamento della quota d’imposta del piano terra degli stabilimenti balneari che dovrebbe salire di circa cm 50 per far fronte all’azione del mare ed aumento dell’altezza delle barriere frangivento da portare a ml 2.00 minimo.

5) Per le attrezzature esterne a contorno e completamento dell’offerta turistica, si rimarca la volonta’ di collocare dei punti di ristoro nell’area esterna verso mare. Detti punti di ristoro sono realizzati con struttura lignea e coperti in legno e pagliericcio da collocarsi a fianco dei percorsi pavimentati che dallo stabilimento balneare giungono al mare. Sotto le lastre del percorso pedonale verra’ collocato il cavo elettrico al fine di elettrificare detta struttura e permettere di collocarvi un frigor per mantenere le bevande.L’impianto elettrico verra’realizzato e certificato in base alle leggi vigenti in materia di sicurezza.

Riteniamo che a fronte delle innumerevoli e innovative richieste di nuovi servizi al turismo che pervengono dagli utenti e frequentatori della nostra spiaggia,si debba ripensare e prendere in seria considerzione la possibilita’ di creare una norma specifica che regolamenti la presenza di” Aree Polifunzionali del Benessere Corporeo” all’interno delle aree in concessione agli stabilimenti balneari.
Dette Aree del Benessere sono sostanzialmente luoghi attrezzati con piscina (TOGLIERE anche per gare sportive), piscine O VASCHE idromassaggio, piscine per praticare corsi di Acquagym, aree per la ginnastica , PER IL FITNESS, per l’Aerobica e per lo Spinning compreso aree per i massaggi , la cura del corpo e saune.

Le moderne tecnologie permettono di collocare piscine stagionali tramite strutture asportabili completamente compatibili con i criteri della tutela e salvaguardia dell’ambiente.
SPOSTARE BENESSERE DARGLI PIù IMPORTANZA, FORSE DA INSERIRE AL PUNTO 2
PREVEDERE AREE PER EVENTI SPORTIVI (BEACH STADIUM, PISCINA PER GARE…)

6) Sul versante delle procedure ed iter tecnico- amministrativo riferito alla presentazione dei nuovi progetti e delle proposte di modifica dell’esistente, riteniamo che l’Amministrazione Comunale debba attivarsi e fortemente ricercare, all’interno delle inevitabili compatibilita’ legislative sovracomunali, forme e metodi indirizzate alla massima snellezza di presentazione e massima rapidita’ di risposta perche’ la tipicita’ delle richieste finalizzate alla modifica del luogo di lavoro non possono attendere mesi o anni per vedere accolta l’istanza , occorre mettere in campo procedure tecniche che aiutino i lavoratori a risolvere rapidamente i loro problemi. Vedasi ad esempio la possibilita’ di applicare la DIA su una percentuale significativa degli interventi edilizi da richiedersi, vedasi ad esempio la possibilita’ di applicare la DIA su tutti gli interventi edilizi riferiti agli arredi funzionali oppure , se la DIA non e’ compatibile con le leggi vigenti, istituire una procedura tecnica amministrativa compatibile studiata appositamente per risolvere i problemi specifici degli operatori di spiaggia.

7)Oltremodo riteniamo che a seguito dell’approvazione dei Progetti Unitari, questi poi possano essere attuati totalmente.
Tutti i Progetti Unitari sono stati approvati dalla Giunta Comunale ma poi, l’Amministrazione non da’ seguito ai singoli stralci attuattivi con conseguenze fortemente negative sia dal punto di vista della operativita’ dei lavoratori sia per le legittime aspettative dell’operatore di spiaggia.
IN SUBORDINE POSSIAMO RICHIEDERE DI POTER PREPARARE PROGETTI UNITARI ANCHE NELLE ZONE FINORA NON INTERESSATE CON DISPONIBILITà A RIVEDERE I PROGETTI GIà APPROVATI, SALVAGUARDANDONE COMUNQUE I PRINCIPI FONDANTI
Inoltre si chiede che il passaggio delle competenze dalla Regione Emilia Romagna al Comune avvenga in tempi rapidi e che l’Amministrazione Comunale si impegni fortemente ad attivare un proprio ufficio dotato della specifica competenza ed autorevolezza necessaria ed indispensabile per promuovere un rapporto diretto e reciprocamente proficuo con gli addetti ai lavori e con i soci di questa Cooperativa.

8)Al fine di perseguire l’obiettivo della Regione riferito alla costituzione di un quadro di riferimento finalizzato all’armonizzazione delle azioni dei soggetti pubblici e privati sulla fascia costiera, questa Cooperativa si impegna fin da ora e per tutto l’arco dell’anno a collaborare , proponendo un tavolo di lavoro con l’Amministrazione Comunale riferito alla redazione del nuovo Piano dell’Arenile per il quale si sottolinea ulteriormente la impellente necessita’ di una sua rapida progettazione, anche perche’ l’effettivo conferimento delle funzioni al Comune di Ravenna e’ subordinato anche all’adeguamento del Piano dell’Arenile alle Direttive Regionali. Fin quando non vi e’ il conferimento non riusciamo a ottenere i risultati sperati riferiti anche allo snellimento delle procedure e riduzione dei tempi tecnici di approvazione delle istanze singole o associate.